Il caso
06.11.2022 - 07:30
Non era valido l'atto con cui l'ex amministratore unico dell'azienda Apple 95 srl, destituito da qualche giorno, nel luglio del 2016 aveva ceduto alla società del genero, la Sagi srl, le 400 quote di partecipazione nella cooperativa che gestisce il Mercato Ortofrutticolo di Latina. Lo hanno stabilito i giudici della Seconda sezione civile della Corte d'Appello di Roma confermando la sentenza di primo grado con cui la sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma aveva condannato la società beneficiaria del passaggio di quote a restituirle, ma anche l'ex amministratore dell'altra azienda, Vincenzo Di Matteo, e il notaio Carla Quattrociocchi che aveva registrato il rogito, al pagamento di spese legali e risarcimenti rispettivamente di 16.481 e 11.888 euro. Si è concluso così, con la sentenza di secondo grado ormai passata in giudicato, il braccio di ferro interno alla famiglia Di Matteo per la conduzione della storica realtà imprenditoriale, nel più ampio contesto di guerre intestine che da anni infiammano la gestione del Mol.
La vicenda è piuttosto oscura perché dopo quella manovra illecita, la società che aveva acquisito le quote del Mercato Ortofrutticolo di Latina a sua volta era stata estromessa dai soci della stessa cooperativa Mol. Oltretutto tenendo conto che nel frattempo, in uno scenario di profonda crisi della struttura sulla Monti Lepini, un manipolo di operatori si è assicurato il controllo sulla gestione acquisendo gli stand dismessi, pur tenendoli chiusi, in tempo per l'approvazione della variante urbanistica concessa alla coop per l'ampliamento e il cambio di destinazione d'uso dell'area da agricola a servizi generali.
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