Il coinvolgimento in una serie di affari illeciti che lo hanno fatto finire di nuovo in carcere, sono costati la misura di prevenzione della Sorveglianza speciale per Alessandro Artusa, latinense di 58 anni reduce dalla lunga detenzione per il coinvolgimento dell'omicidio Saccone di piazza Moro del 1998. Un'inclinazione per il malaffare, soprattutto negli ambienti dello spaccio e del narcotraffico, che hanno destato l'attenzione della Questura, non solo sul fronte puramente investigativo. Perché alla luce delle ultime due inchieste che lo hanno tirato in ballo, gli sono valse il monitoraggio da parte della Divisione Anticrimine nell'ambito delle attività di prevenzione promosse dai poliziotti del primo dirigente Alessandro Tocco per contenere i fenomeni criminali più preoccupanti e limitare l'azione dei soggetti più attivi.
Una volta concluso il lavoro di analisi della posizione di Alessandro Artusa, i poliziotti della Divisione Anticrimine hanno avanzato all'autorità giudiziaria la proposta di applicazione della sorveglianza speciale di polizia con obbligo di soggiorno nel Comune di Latina per tre anni, istanza che la Sezione specializzata in Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma ha accolto, emanando nei giorni scorsi il decreto applicativo eseguito in carcere. L'uomo infatti è tuttora detenuto per i reati di cui è indiziato nell'ambito delle due inchieste che lo hanno coinvolto nei mesi successivi alla scarcerazione, quindi la sorveglianza che gli è stata applicata avrà effetto nel momento in cui Artusa sarà nuovamente libero: a quel punto dovrà rispettare una serie di prescrizioni, a partire dall'obbligo di dimora nel territorio comunale di Latina, fino ad arrivare al divieto di uscire di casa tra le ore 21 e le 7, passando per il divieto di frequentare pregiudicati.