Condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per truffa. Lo ha deciso il giudice monocratico Laura Morselli nei giorni scorsi nei confronti di Angelo Ambrosino, ritenuto il presunto responsabile del reato che da appropriazione indebita è stato riqualificato dal magistrato in truffa nei confronti di marito, moglie e il figlio. I fatti contestati sono avvenuti in provincia di Latina. Il magistrato ha emesso la sentenza e ha condannato l'imputato al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili da quantificarsi davanti al giudice civile, oltre ad una provvisionale immediatamente esecutiva per una parte offesa di 5mila euro. Nel corso del processo l'accusa aveva chiesto la condanna mentre la difesa ha chiesto l'assoluzione, sostenendo invece che si era trattato di una gestione regolare delle somme di denaro finite al centro di una inchiesta, nata dopo una denuncia in Procura. Le parti offese che si erano costituite ed erano rappresentate dall'avvocato Angelo Farau, avevano scoperto il raggiro a seguito di un lutto in famiglia quando avevano notato nei conti qualcosa che non andava. Avevano chiesto alla Procura l'azione penale. Era stato il pm Claudio De Lazzaro a disporre la citazione diretta a giudizio. Nel capo di imputazione gli inquirenti hanno sostenuto che l'imputato: «ha fatto sottoscrivere all'uomo e alla donna una richiesta di bonifico prospettando l'operazione strumentale ad investimenti finanziari curati dal promotore nell'interesse dell'uomo e della donna inducendoli in errore». Inoltre la Procura aveva messo in luce un altro elemento nella condotta dell'uomo: «Dopo aver contraffatto la sottoscrizione di una delle parti offese, relativa alle note di conferimento ordine di negoziazione di strumenti finanziari in una banca, in altre occasioni ha fatto firmare - secondo quanto ipotizzato - i moduli in bianco con la finalità di compiere operazioni finanziarie di investimento a capitale protetto - secondo l'accusa - si è appropriato di 49693 euro distraendoli mediante operazioni finanziarie di acquisto e vendita titoli ad alto rischio non autorizzati dalla parte offesa».