Sono rimasti in silenzio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Michele Petillo, 29 anni, Enzo Succi, 20 anni e Vincenzo Scava, 45 anni, finiti nei giorni scorsi agli arresti domiciliari nel corso di una indagine dei Carabinieri e ritenuti presunti responsabili dell'agguato in via Neghelli nel quartiere dei pub di Latina. Ieri - difesi dagli avvocati Alessia Vita e Sandro Marcheselli - sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota che aveva emesso un provvedimento accogliendo la richiesta del magistrato inquirente il pubblico ministero Martina Taglione. Nell'ordinanza di custodia cautelare emerge l'azione violenta nei confronti di un minore ferito mentre era seduto al tavolo di un bar. Lo hanno minacciato di «cavargli gli occhi», ha osservato il giudice nell'ordinanza dove è contestata l'aggravante di aver commesso il fatto ai danni di un minore di 18 anni con armi e di aver agito anche con più persone riunite. Il giovane era stato colpito con un bastone di legno, il collo di una bottiglia di vetro e un'arma da taglio. Aveva riportato ferite giudicate guaribili in 8 giorni. La vittima aveva raccontato in sede di denuncia che mentre si trovava con gli amici al tavolo di un bar non era riuscito a scappare ed era stato accerchiato da persone che non conosceva. Inoltre ignorava anche il motivo del gesto. Il ragazzo quella sera si era rifugiato nell'esercizio commerciale mentre uno degli aggressori gli urlava di uscire perchè lo doveva ammazzare. Le indagini dei Carabinieri avevano permesso di ricostruire i fatti e risalire ai presunti responsabili. Gli uomini dell'Arma avevano anche cristallizzato il movente: l'aggressione era la risposta ad una discussione animata avuta poco prima dal più giovane dei tre fratelli con Matteo Baldascini (detenuto per altri reati e non risulta tra gli indagati).