«La situazione oggi è ai livelli di qualche anno fa. Non è possibile, non è accettabile. Le istituzioni devono farsi carico del problema, non possiamo correre il rischio di tornare a qualche anno fa quando la puzza che proviene da questo impianto, oltre ai disagi, ha causato malori e svenimenti. Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Comune, la Regione, l'Arpa. Come temevamo ci hanno lasciato soli a combattere contro le puzze con un'azienda che ha disatteso ogni impegno che aveva preso con noi».

I residenti della zona al confine tra Aprilia, Le Ferriere e Nettuno, da alcuni giorni lamentano un ritorno al passato fatto di miasmi, fastidi, e paure. La puzza è tornata a livelli che sembra non si raggiungevano da anni, da quando l'impianto ex Kyklos venne addirittura chiuse perché sotto sequestro in quanto vi morirono due operai stroncati da esalazioni letali. Cosa veniva trattato in quell'impianto? Cosa veniva immesso nell'aria? Quali pericoli correvano, o corrono, i residenti della zona se due operai intenti a pulire le cisterne del percolato sono stati uccisi in pochi secondi? Tutti dubbi che non sono mai stati fugati a sentire alcuni dei residenti. A ciò si aggiungono anni di promesse «disattese su tutta la linea. E - ci dicono - se fossero solo le promesse a qualche decina di residenti, dal punto di vista di chi è tenuto a controllare e a garantire la salute, potrebbe anche essere una inezia, ma quelle promesse erano votate al rispetto di leggi e norme. Di impegni presi anche di fronte alle istituzioni. Ricordiamo - aggiungono dall'ex presidio fisso - che il Comune si era anche fatto garante degli impegni dell'azienda che ha rilevato la struttura dopo la tragedia. Eppure eccoci qui».

«Sono giorni che va avanti - ci dicono altri residenti che invitano la comunità a sostenerli e le istituzioni a fare il proprio dovere - questa sera poi la situazione è, se possibile, anche peggiorata. Continuiamo a presentare esposti e richieste di intervento. Ci sentiamo però soli. Qui non si è mai visto nessuno. Non sappiamo se vengono effettuati controlli, rilevazioni. Qualcuno aveva parlato di nasi elettronici...».
Per questo motivo sabato prossimo, 26 novembre, i residenti torneranno in strada, lì dove per anni hanno mantenuto un presidio fisso di protesta, di battaglia per un diritto fondamentale: quello a respirare aria pulita, salubre, quello a poter tenere le finestre di casa aperte, di non vergognarsi di invitare qualcuno. Il diritto «a non vedere i propri cari accusare malori perché la puzza che ti entra nelle narici, le brucia e brucia la gola». L'appuntamento è alle 10 in via Le Ferriere, presso lo stabilimento della ex Kyklos oggi di proprietà di Acea.