A distanza di quasi otto anni da quando scoppiò lo scandalo fallimenti nel Tribunale di Latina, ieri mattina in aula - davanti al Collegio penale - si è svolta una nuova udienza nei confronti degli imputati la cui posizione era stata stralciata. La pubblica accusa ha chiesto di poter ascoltare come testimoni anche l'ex magistrato Antonio Lollo che davanti al Tribunale di Perugia nel dicembre del 2017 aveva patteggiato la pena di tre anni e sei mesi. Il pm Andrea D'Angeli ha chiesto di poter ascoltare anche l'ex giudice della sezione fallimentare di Latina Roberto Amatore, ora magistrato in Cassazione.

Ieri il Tribunale ha disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Luca Granato, difeso dall'avvocato Sandro Marcheselli, era accusato di istigazione alla corruzione, turbativa d'asta, falso e minaccia. Alla fine il processo è stato rinviato al 24 gennaio quando probabilmente entrerà nel vivo ed è previsto l'incarico al perito per le intercettazioni telefoniche. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Renato Archidiacono, Maria Teresa Ciotti, Antonio Leone, Luca Scipione: a vario titolo i reati ipotizzati nei confronti di imprenditori e professionisti sono: bancarotta e induzione indebita, nel caso di una funzionaria del Tribunale che aveva rinunciato alla prescrizione il reato contestato è quello di rivelazione di segreto d'ufficio. I fatti tra il 2014 e il gennaio del 2015. Le indagini erano scattate dopo la denuncia di un professionista commissario giudiziale e liquidatore del concordato preventivo Consorzio costruttori Pontini contro il procuratore nominato dall'amministratore del Consorzio e contro chi aveva concluso una transazione a seguito dell'ammissione al concordato tra il Consorzio e l'azienda Pizzarotti di Parma. In un primo momento era stata aperta una inchiesta in Procura a Latina diretta dal pm Luigia Spinelli, a seguire per il coinvolgimento di un magistrato in questo caso il giudice Lollo, (all'epoca in servizio alla sezione fallimentare) il fascicolo era passato al Tribunale di Perugia. A Latina a distanza di otto anni il via al dibattimento ma su alcuni reati c'è l'ombra prescrizione come avevano sollevato le difese in aula.