La Procura di Latina ha esercitato l'azione penale e ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Matteo Baldascini, 19 anni di Latina, ritenuto il presunto responsabile del reato di stalking all'indirizzo di un coetaneo e anche di lesioni gravi. Come è emerso nel corso delle indagini, la parte offesa è stata anche pesantemente minacciata sui social. Sempre secondo quanto ricostruito dalla Polizia il movente sarebbe legato alla gelosia.

Il pubblico ministero - titolare dell'inchiesta - ha chiesto subito il processo per il 19enne, sottoposto lo scorso agosto ad una misura restrittiva da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale Giuseppe Molfese, sulla scorta delle risultanze investigative raccolte dalla Polizia e condivise in un secondo momento dalla Procura. Il giovane, difeso dall'avvocato Alessia Vita, era stato sottoposto ad un provvedimento cautelare. Oltre che stalking, l'altro reato ipotizzato era quello di lesioni con la contestazione delle aggravanti. La vittima delle aggressioni infatti era finita - a causa delle ferite riportate in ospedale al Santa Maria Goretti di Latina - con una prognosi di 30 giorni e l'episodio contestato risale alla metà di luglio in un locale notturno della città. In quel caso l'imputato - come riferito dalla parte offesa - aveva bloccato e poi colpito al volto la vittima dell'aggressione provocando in questo modo un trauma cranico e un'emorragia cerebrale da far perdere anche conoscenza al coetaneo. Oltre alle lesioni la Procura contesta gli atti persecutori: sono state diverse le minacce rivolte alla parte offesa anche tramite social network. «Se te prendo te stacco la testa e manco hai il tempo di chiamare le guardie», è una delle frasi riportate nell'ordinanza. Nel corso delle indagini preliminari, la Polizia aveva raccolto una serie di elementi ritenuti di primo piano e il gip aveva poi emesso il provvedimento. Secondo quanto ipotizzato, il giovane era arrivato a prendere delle decisioni estreme dettate in particolare dalla paura: al punto da evitare i luoghi abitualmente frequentati dal 19enne per azzerare in questo modo ogni possibilità di vederlo o incrociarlo anche per caso. «La prossima volta che ti vedo ti prendo e ti massacro», era stato uno dei messaggi indirizzati sui social dall'imputato al ragazzo. Adesso la Procura ha esercitato l'azione penale e la difesa ha chiesto il giudizio abbreviato, un rito previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena, sulla scorta degli elementi che sono emersi nel corso delle indagini.