Un 58enne di Ceccano, residente all'epoca dei fatti a Prossedi, dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della compagna. Avevano scelto Prossedi come nido tranquillo per trascorrere la loro vita insieme una donna pontina e un uomo di Ceccano.

L'idillio del loro stare insieme si è però interrotto dopo pochi mesi quando nella normale convivenza quotidiana hanno fatto irruzione episodi di violenza per i quali l'uomo dovrà ora rispondere in Tribunale. Il 58enne Ciociaro, a conclusione delle indagini del caso, avviate dall'intervento dei Carabinieri della stazione di Prossedi, è stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamenti in famiglia. A dire il vero, i Carabinieri, visto il degenerare della situazione, nel corso di un paio di anni sono dovuti intervenire più di una volta nella loro casa, allertati dai vicini impauriti da urla, gridi e forti rumori provenienti dall'abitazione della coppia. Fino al caso ultimo quando alle botte e alle minacce si è udito anche uno sparo. Da quanto appurato dagli inquirenti, quell'episodio ha rappresentato infatti il culmine di anni di violenze e minacce di morte, soprattutto nell'ultimo periodo della loro convivenza. Episodi che si sarebbero verificati in particolare quando lui, un cinquantottenne di Ceccano faceva un uso inappropriato di alcolici tornando a casa in evidente stato di ebrezza. Ebrezza che sfogava appunto sulla convivente con violenza. Addirittura, così come ha raccontato la donna, in un episodio si sarebbe vista anche puntare sul volto un fucile.

Proprio in quella circostanza, l'uomo ha minacciato di uccidere non solo lei ma anche la nipote. Poi sarebbe uscito sul balcone e avrebbe sparato un colpo in aria a scopo intimidatorio. Il colpo di fucile ha spinto ovviamente i vicini a chiedere l'intervento dei Carabinieri. Per le accuse derivanti da tale episodio e da quanto dichiarato dalla donna, il cinquantottenne, così come deciso dai magistrati, è finito a processo. Il prossimo 28 novembre, presso il Tribunale di Latina sarà ascoltata la parte offesa. L'uomo, come detto, deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. I fatti contestati risalgono al 2017, anno in cui, dopo una convivenza serena, l'uomo, sempre più spesso in preda ai fumi dell'alcol, proprio sotto l'effetto di sostanze alcoliche aveva iniziato a maltrattare la donna con botte, insulti e minacce. La vittima sostiene di essere stata picchiata fino ad avere evidenti ecchimosi. Il tutto in una escalation fino all'episodio del fucile. La donna si è costituita parte civile attraverso il suo avvocato Mariavittoria La Penna. L'imputato è difeso dall'avvocato Pietro Polidori.