L'accusa è pesante: violenza sessuale sulla cognata. Di questo deve rispondere M.S., un 50enne di Terracina che nei giorni scorsi avrebbe costretto la donna a un atto sessuale - non un rapporto completo - contro la sua volontà. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per indagini preliminari del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone su richiesta del pubblico ministero Antonio Sgarrella che, a sua colta, ha accolto le risultanze investigative dei carabinieri della Compagnia di Terracina ai quali la donna ha denunciato il fatto. Ieri l'uomo, che è difeso da Falcone e Palma, davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere e sarebbe apparso in stato confusionale.

Secondo quanto ipotizzato dal pm Sgarrella, il 50enne avrebbe prima telefonato alla cognata per chiederle di poterla raggiungere a casa perché aveva alcuni problemi personali da confidarle e dalla quale avrebbe desiderato dei consigli, e questo potrebbe voler significare che tra i due ci fosse comunque un legame confidenziale.

Una volta arrivato nell'abitazione della donna, il 50enne le avrebbe prima sequestrato il telefono cellulare per non consentirle di chiamare aiuto e poi l'avrebbe minacciata con un fucile. Davanti all'arma spianata la donna non ha potuto fare altro, sempre secondo l'accusa, se non accettare la richiesta dell'uomo e assecondare l'atto sessuale.

Alla luce dello stretto riserbo che mantengono sulla vicenda sia i carabinieri che i legali dell'uomo, non è chiaro se quanto avvenuto nell'abitazione della donna abbia avuto dei "testimoni indiretti", come ad esempio dei vicini che potrebbero aver notato qualcosa di sospetto o udito qualche minaccia dell'uomo o un grido d'allarme della vittima.