Condanna a un anno e sei mesi con la sospensione della pena per un autotrasportatore sorpreso con un cronotachigrafo contraffatto. Era stato fermato nel gennaio del 2020 dalla Polizia stradale nel corso di un controllo scattato sulla strada 148 Pontina tra Latina e Aprilia. Doveva rispondere del reato di attentato ai trasporti. L'accusa per un 52enne aveva ipotizzato l'alterazione del corretto funzionamento dell'apparecchio relativo al rispetto delle normative sui tempi di guida e di risposo. «Era stato permesso al conducente di modificare la velocità effettiva percorsa dal veicolo fino al 30% in meno della velocità realmente percorsa - aveva osservato il magistrato inquirente nel capo di imputazione - tramite l'utilizzo di una centralina occultata in cabina di guida dietro ad un mobile contenente le plance di fissaggio del cronotachigrafo». Sempre secondo quanto ipotizzato: durante l'ispezione è quindi emerso che il veicolo presentava delle anomalie al cronotachigrafo digitale, utile per registrare e controllare la velocità e le soste del veicolo. In aula davanti al giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Molfese, il pm Giuseppe Miliano aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi, mentre il difensore dell'imputato, l'avvocato Lucio Teson, ha cercato di smontare le accuse. Al termine della camera di consiglio il giudice ieri pomeriggio ha letto il dispositivo, scontato che una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza la difesa presenterà ricorso in Corte d'Appello.

Il magistrato inquirente ha ricostruito i fatti e ha contestato l'attentato ai trasporti. L'imputato in base a quanto ricostruito era alla guida di un mezzo pesante Iveco con relativo semirimorchio ed era stato bloccato e poi denunciato dagli investigatori del distaccamento di Aprilia della Stradale. Tra le fonti di prova raccolte dal magistrato inquirente: l'ispezione tecnica eseguita sul veicolo, il sequestro e la relativa perquisizione. Ieri mattina in Tribunale si è svolto l'ultimo atto del processo e l'imputato ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, un rito previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena. Nel pomeriggio al termine della camera di consiglio il giudice ha emesso la sentenza.