E' indagata dalla Procura di Latina Marie Therese Mukamitsindo, la suocera del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Aboubakar Soumahoro, coinvolta nell'inchiesta sulla gestione di due cooperative che si occupano di migranti in provincia. Il fascicolo della Procura, secondo quanto si apprende, è stato aperto per l'ipotesi di malversazione, ossia l'uso di denaro pubblico per fini diversi da quelli per i quali sono erogati. Si tratta di una svolta nelle verifiche avviate una settimana fa dall'ufficio di via Ezio sulla gestione dei centri di accoglienza per richiedenti asilo e case per minori non accompagnati. E sarebbe proprio la denuncia di alcuni di questi ultimi il tassello determinante nell'avvio dell'inchiesta poiché alcuni di quei ragazzi hanno lamentato condizioni igieniche e di approvvigionamento alimentare lacunose nei centro gestiti dalla cooperativa Karibù che è, appunto, di Marie Therese Mukamitsindo.

L'indagine però è estesa adesso anche ad altro e in specie al mancato e/o ritardato pagamento di alcuni collaboratori della rete di accoglienza dei centri riconducibili alla Karibù, una cooperativa che da circa quindici anni è aggiudicataria dei fondi del Ministero dell'Interno per l'assistenza e l'accoglienza dei richiedenti asilo. Le vertenze seguite dalla Uiltucs per i collaboratori della cooperativa che non hanno ricevuto lo stipendio sono in totale 26, quattro dei quali hanno avuto degli anticipi a seguito di un incontro sindacale convocato dalla Prefettura di Latina, altri due sono stati riconosciuti come collaboratori in nero a seguito di verbale dell'ispettorato provinciale del lavoro, mentre per gli altri c'è stata una trattativa che dovrebbe portare al pagamento rateizzato delle somme arretrate.

Tuttavia questa parte sindacale e finanziaria non chiarisce cosa è accaduto finora nella gestione complessiva dei centri di accoglienza per rifugiati politici in provincia di Latina, un numero molto elevato che viene smaltito da un ufficio apposito del Ministero dell'Interno ma nelle more della procedura i richiedenti vengono ospitati, appunto, nei Cas, affidati a soggetti terzi sulla base di un bando dello stesso Ministero. I fondi erogati per questo scopo sono molto aumentati a partire dagli anni 2016 e 2017, in concomitanza con l'arrivo di un numero aumentato in modo esponenziale per via degli sbarchi e rimasto stabile negli anni successivi. Va detto che non è la prima volta che emergono condizioni limite nei centri di accoglienza gestiti da diverse realtà associative in provincia, dunque un bubbone un po' più ampio rispetto alla situazione-scandalo della coop Karbù, la quale fino a questo momento non ha fornito sufficienti spiegazioni né sulla situazione denunciata da alcuni ospiti dei centri per minori, né sui ritardi nel pagamento delle retribuzioni ai collaboratori dei cas. Lo stipendio di questi lavoratori è, peraltro, molto basso si aggira infatti attorno ai mille euro mensili. Il parlamentare Aboubakar Soumahoro non risulta indagato e in questi giorni ha sempre dichiarato di essere estraneo a tutte le attività della cooperativa in cui la moglie è membro dirigente.