24.11.2022 - 09:30
Nella commissione consiliare chiamata ad analizzare l'iter che ha portato all'ampliamento di una cava in via Riserva Nuova è emerso un aspetto spesso sottovalutato dall'amministrazione comunale, un aspetto che riguarda il volume economico prodotto dalle attività estrattive.
Facendo un rapido calcolo tra la cifra espressa in commissione dal capogruppo di Unione Civica e l'autorizzazione che riguarda un'area di 800 mila metri cubi, si può calcolare che il giro d'affari per l'ampliamento si aggira sui 24 milioni di euro. Una cifra chiaramente lorda, dalle quale vanno poi detratte tutte le spese sostenute dall'impresa per l'attività estrattiva: dal personale ai macchinari impiegati, fino agli adempimenti fiscali e burocratici. Ma anche togliendo le spese si comprende come il settore delle cave sia un business di interesse per la città, visto che al Comune di Aprilia spetterà comunque una percentuale come ristoro (contributo ambientale) per l'attività estrattiva.
Quello che invece poco si comprende è come mai la coalizione civica dal 2017 ad oggi non abbia affrontato l'argomento nelle commissioni competenti, se si esclude l'ultimo mese quando però il confronto si è incentrato sulla conferenza dei servizi comunque già conclusa, visto che la Regione Lazio ha emesso il parere di Valutazione di impatto ambientale (Via). Eppure il tema, sia dal punto di vista paesaggistico che economico, appare rilevante visto che la cava Stradaioli non è certo l'unica presente ad Aprilia, basti pensare che di recente l'amministrazione comunale ha prorogato per cinque anni l'autorizzazione della Sacer per un'attività estrattiva su un'area di 7 ettari sempre in via Riserva Nuova.
Come regolarsi di fronte a queste procedure quando non riguardano questioni di natura urbanistica? E' giusto che se ne occupino gli uffici comunali in via autonoma o è necessario un passaggio in commissione? E' stato questo l'interrogativo espresso dal consigliere Moroni, che ha chiesto all'amministrazione comunale uniformità di giudizio nell'affrontare vicende simili, evitando il sistema dei due pesi e due misure. «Sui pareri tecnici espressi dagli uffici - ha continuato nel suo discorso in commissione - condivido la posizione del dirigente. Però quanto detto deve valere per tutti: dunque in commissione o viene portato tutto oppure non viene portato niente. Sulle attività produttive, se il problema è di carattere tecnico, credo sia giusto che la pratica venga tenuta dagli uffici, ma questo deve valere a 360 gradi per tutte le iniziative imprenditoriali».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione