E' accusato di omicidio stradale. E' il reato ipotizzato nei confronti di un uomo ritenuto il presunto responsabile della morte di un ciclista, Gaudenzio Pica, 62 anni, deceduto a seguito delle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto il 25 ottobre del 2019 in viale Nervi a Latina. Il primo marzo del 2023 è in programma l'udienza davanti al giudice Giorgia Castriota. L'imputato G.P., queste le sue iniziali, è difeso dall'avvocato Alessia Vita. Una volta che si sono conclusi tutti gli accertamenti, la Procura ha messo la parola fine all'inchiesta e ieri era in programma l'udienza dal giudice che alla fine è stata rinviata per omessa notifica alle persone offese.

La vittima dell'incidente in sella ad una bicicletta Cruise City Style mentre percorreva il rondò all'altezza di viale Nervi con via Milano era entrata in collisione con la Mercedes condotta dal 77enne. Erano stati gli agenti della Polizia Locale a rilevare l'esatta dinamica del sinistro. Pica era stato trasportato in codice rosso all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina ed era morto in un secondo momento a causa del suo drammatico quadro clinico per le ferite profonde riportate. Il conducente del veicolo che aveva travolto il ciclista aveva dichiarato agli investigatori che la vittima in sella ad una bicicletta era sbucata all'improvviso. Era stato il pubblico ministero Giuseppe Bontempo a contestare al conducente del veicolo di non aver prestato la necessaria cautela in rapporto alle condizioni del traffico e della strada. E' questa la prospettazione dell'accusa. Era stata un'infermiera libera dal servizio ad intervenire immediatamente e a prestare i soccorsi.

Durante la tragedia si era verificato un episodio increscioso e molto grave: qualcuno aveva rubato il portafogli della soccorritrice che lo aveva lasciato nell'auto all'interno della sua borsa.

L'impatto tra la bici del 62enne e la Mercedes era avvenuto all'incrocio tra via Nervi e via Strasburgo all'incrocio tra il Palazzo di Vetro e l'ormai ex Ministero del Tesoro, davanti ad alcuni passanti che erano subito intervenuti anche loro per prestare i primi soccorsi al ciclista. L'urto del ciclista contro la fiancata della Mercedes era stato violento, come era emerso dallo specchietto retrovisore rotto, ma la botta contro l'asfalto era stato ancora più violento, da causare un trauma cranico molto grave. Oltre un mese dopo l'incidente, il 28 novembre del 2019, l'uomo era morto in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate. Tra quattro mesi si svolgerà l'udienza preliminare e il giudice del Tribunale deciderà se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura.