L'ennesima criticità meteo si è rivelata per Ponza un'autentica devastazione. A farne le spese soprattutto le imbarcazioni, sballottolate di qua e di là da un vento che a soffiato a 65 nodi, più di cento all'ora, provocando l'affondamento di quattro barchette da sei o sette metri.
La bufera si è scatenata alle due di notte quando il "solito" Grecale o Levante ha investito le imbarcazioni ormeggiate costringendo i proprietari a correre per gestirne il galleggiamento evitando l'impatto con altri natanti.
Oltre trenta pescherecci, da quelli che misurano dieci metri a quelli di trenta metri, più alcune barche di privati sono stati in balia delle onde che hanno raggiunto i quattro metri di altezza, andando ad allagare i magazzini ubicati sulla banchina, danneggiandone, in alcuni casi in maniera irreparabile, quanto vi era conservato.
Grande la difficoltà dei proprietari a salire sulle barche per tenerle in sicurezza, al punto che, per la rabbia, si sono udite imprecazioni del tipo "Non vogliamo morire sul mare".
E tutto questo perché Ponza, a differenza di Ventotene, dove il forte vento ha aggiunto altri danni a quelli provocati martedi scorso con la distruzione della tensostruttura, fortunatamente senza conseguenze per le imbarcazioni, non ha un porto, ove si eccettui quello Borbonico, dove trovano posto le motovedette dei corpi di sicurezza in mare, per cui il Levante colpisce in pieno tutto quanto è ormeggiato nello specchio d'acqua aperto.