Il fenomeno da sempre sottotraccia e con poca visibilità è stato al centro di diverse inchieste della Procura, tra cui questa che ha permesso di smascherare un sistema quasi perfetto per ottenere il permesso di soggiorno. Un cittadino straniero di origine indiana è imputato e rischia il processo. Ha contraffatto e utilizzato documenti relativi al reddito prodotti dallo Sportello Unico per l'immigrazione della Prefettura di Latina con cui faceva risultare redditi da lui percepiti nel 2018 per un ammontare complessivo pari a 14mila euro in luogo di quelli effettivamente percepiti nello stesso anno (che sono di meno) con un obiettivo preciso - avevano sottolineato gli investigatori - ottenere in questo modo il permesso di soggiorno per ricongiungiumento familiare. I fatti sono stati accertati a partire dal 2019 nel capoluogo pontino sulla scorta di una serie di documenti raccolti dalla Questura di Latina e di altri riscontri messi insieme dalla Squadra Mobile e si riferiscono fino al 2021. L'uomo di origine indiana, come altri connazionali, ha utilizzato questa modalità illecita finita più volte sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. Negli ultimi due anni sono state diverse le inchieste della Polizia, sia della Mobile che della Digos che hanno portato ad accendere un faro sul redditizio giro dei falsi permessi di soggiorno tramite documenti falsi e grazie anche alla compiacenza di insospettabili professionisti.