C'è un po' di emozione nella voce di Monsignor Luigi Vari mentre parla agli studenti dei licei «Alberti» e «Pollione» e dice loro che «il bene vince sul male e le regole vanno rispettate ogni giorno, voi ragazzi potete fare moltissimo, siete la nostra speranza». Comincia così, dopo una breve introduzione del Presidente dell'Osservatorio sulla legalità, Gianpiero Cioffredi, la presentazione del Vi e VII rapporto sulle mafie nel Lazio, in una location già molto significativa, la sala della parrocchia di Sant'Erasmo. Cioffredi ripercorre gli ultimi avvenimenti-prova della presenza della criminalità organizzata nel basso Lazio. E parla di Formia. E dell'omelia di don Alfredo Micalusi fatta nel giorno della festa patronale dedicata, appunto, a Sant'Erasmo, un discorso che resta scolpito perché invita a far cadere gli infingimenti sulla presenza della camorra in città. In sala oltre agli studenti ci sono i vertici delle forze dell'ordine, i sindaci di Castelforte e Minturno, molti consiglieri comunali di Formia e delle città vicine, il consigliere regionale Salvatore La Penna.

Ma si nota un posto vuoto, quello del sindaco della città ospitante. In un passaggio del suo discorso agli studenti il Prefetto Maurizio Falco dice. «In questi momenti dobbiamo essere di più, perché quando le istituzioni sono unite non ce ne è per nessuno e i cittadini onesti sono molti di più e molto più forti della mafia». Del contenuto del rapporto ha parlato nel dettaglio Maria Cristina Palaia, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Maria Cristina Palaia, già pm nel più importante processo per fatti di mafia avvenuti in provincia di Latina, Damasco. «Il fatto è - dice - che nel Lazio non ci facciamo mancare nulla, le mafie sono tutte rappresentate, sia quelle che si sono trasferite qui che quelle autoctone su cui si è indagato recentemente con l'apporto molto importante di collaboratori di giustizia che hanno consentito di arrivare a definire già diversi procedimenti sul clan Di Silvio e sulla famiglia Travali a Latina». Poi un riferimento specifico al Mof «che rappresenta uno dei punti di approdo del traffico di stupefacenti, partite di droga spesso viaggiano insieme alle merci legali e al denaro contante». La scelta di presentare il rapporto Mafie nel Lazio ha un suo alto valore simbolico e il Presidente dell'Osservatorio lo ribadisce in più passaggi «perché - dice - vogliamo anche ringraziare le forze di polizia e la magistratura per lo straordinario lavoro che svolgono e stare loro vicini; certi traguardi si raggiungono quando si salda il rapporto tra istituzioni, tutte, e cittadini». L'ultimo intervento è di don Francesco Fiorillo, responsabile di Libera Sud Pontino che sprona i ragazzi a guardarsi attorno e a fare caso alle anomalie, a battersi contro il gioco d'azzardo, contro la droga e per la legalità sempre e comunque. «Vedo troppa assuefazione e vedo tante persone nelle amministrazioni però anche tante che non meriterebbero di rivestire i ruoli pubblici che hanno poiché consentono opacità inaccettabili. Dobbiamo distinguere tra le istituzioni e coloro che le gestiscono e fare sq8uadra per far sentire la nostra voce. Le mafie si organizzano, fanno squadra e quindi anche noi, i cittadini per bene che sono la stragrande maggioranza, dobbiamo fare squadra, dobbiamo chiedere che ci sia più cultura e dobbiamo dire ciò che non va, inutile far passare per normale che nelle nostre città, a Formia come a Fondi, ci sono negozi che aprono per una settimana o che ci siano più bar che cittadini».