Accuse confermate per il 58enne di Ceccano, residente all'epoca dei fatti a Prossedi, per i reati di di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della compagna. La donna pontina infatti, davanti al Giudice del Tribunale di Latina ha confermato le accuse già mosse in fase di denuncia ripercorrendo i fatti avvenuti nel 2017 nella casa di Prossedi dove da un po' conviveva con l'ormai ex compagno.

Un racconto emotivamente probante quello della donna, che spesso si è interrotto per il pianto. La donna ha raccontato di essere stata strattonata, finendo a terra, anche durante una festa a Prossedi. Sarebbe successo poco prima di arrivare nel luogo dove si stava svolgendo l'evento, sempre sotto l'effetto dell'alcol, l'uomo l'avrebbe malmenata facendola cadere a terra. Sempre stando al racconto, il compagno avrebbe minacciato anche altri familiari. I due avevano scelto Prossedi per vivere insieme la loro storia d'amore che per un po' aveva anche funzionato salvo poi trasformarsi in ben altro. La donna, sotto giuramento ha infatti ripercorso l'aggressione, le minacce di morte con il fucile puntato in faccia a lei, le minacce alla nipote e gli spari fuori da balcone. Ovvero i fatti che portarono all'intervento dei Carabinieri della stazione di Prossedi, alle loro indagini e al rinvio a giudizio chiesto e ottenuto dal Pubblico Ministero per il reato di maltrattamenti in famiglia. Da quanto appurato dagli inquirenti, quell'episodio ha rappresentato infatti il culmine di anni di violenze e minacce di morte, soprattutto nell'ultimo periodo della loro convivenza quando l'uomo aveva cominciato a fare uso inappropriato di alcolici tornando spesso a casa in evidente stato di ebbrezza. Spesso la pedinava, tanto da provocarle un forte stato d'ansia e paura. Ha raccontato di essere arrivata a indossare maglioni lunghi per nascondere i segni delle violenze. Il processo, ovviamente, è ancora nella sua fase iniziale e nella successiva udienza, fissata per il 25 maggio 2023, verrà ascoltato anche l'accusato difeso dall'avvocato Pietro Polidori. L'uomo, fino ad ora, ha negato le accuse negando di aver commesso i fatti che gli sono stati imputati. A sostegno dell'accusa ci sono anche i referti medici messi a referto dalla vittima che certificano ecchimosi e contusioni che la stessa ha dichiarato essere stati cagionati dalle percosse dell'ex. La donna si è costituita parte civile attraverso il suo avvocato Mariavittoria La Penna.