Assolto perchè non è credibile. E' con questa motivazione che il giudice del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese, ha assolto ieri un giovane di 28 anni detenuto in carcere a Latina, accusato di aver tentato di corrompere due agenti della polizia penitenziaria. L'imputato è uscito di scena dalle accuse ipotizzate nei suoi confronti. Ieri in Tribunale si è svolto il processo e l'imputato, R.M., queste le sue iniziali, ha scelto il rito abbreviato, (un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena, alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari). Nel corso della sua requisitoria il pm Simona Gentile aveva ricostruito i fatti, illustrando gli elementi raccolti dagli investigatori. Aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione.

Il legale dell'imputato in occasione della sua arringa, ha tentato di scardinare le accuse e ha chiesto per il proprio assistito l'assoluzione. Una tesi accolta dal giudice che al termine della camera di consiglio si è pronunciato e ha letto il dispositivo. Assolto perchè il fatto non sussiste. L'imputato aveva garantito di poter dare la somma di 2mila euro al mese ai due agenti, queste offerte non potevano essere prese in considerazione perchè - secondo quanto ha sostenuto il magistrato - il detenuto non era credibile. Il 28enne infatti ha promesso soldi (2mila euro al mese agli agenti), ma non poteva mai avere a disposizione quelle cifre. E poi aveva offerto anche altri regali per ammorbidire i due poliziotti che avevano respinto il tentativo di corruzione presentando subito una denuncia. R.M., aveva chiesto il numero della post pay per versare il denaro in cambio di favori, tra cui far entrare in carcere la cocaina per uso personale e un telefono cellulare per comunicare in questo modo con l'esterno. «Vi faccio un bel regalo», è la frase pronunciata dall'imputato finita nelle carte del processo.

Sul caso il pubblico ministero Giuseppe Bontempo titolare del fascicolo, aveva aperto un'inchiesta e il 28enne era stato indagato a piede libero. I fatti contestati erano avvenuti nell'agosto del 2019 quando il detenuto era ristretto nella casa circondariale di via Aspromonte e aveva tentato di ammorbidire i due poliziotti. Ieri a distanza di tre anni dai fatti contestati è stata messa la parola fine a tutta la vicenda, il giudice ha assolto l'imputato ed è calato il sipario. In passato il carcere di Latina era finito al centro di due inchieste condotte dai Carabinieri e dalla Polizia Penitenziaria: dall'operazione Astice a Masterchef. Sono indagini che hanno indirizzato gli investigatori alla scoperta di un giro di droga che entrava nella casa circondariale e hanno portato anche a condanne.