L'indomani della tragedia sfiorata è stato il giorno più difficile. Prima di tutto per la dodicenne sopravvissuta al gesto disperato, ma anche per i compagni di scuola e in particolare per gli studenti che frequentano la sua stessa classe. Per questo ieri mattina è iniziato il delicato, ma imprescindibile, lavoro di sostegno psicologico. Qualcuno degli studenti ieri è rimasto a casa, ma buona parte di loro erano tra i banchi regolarmente: nell'aula dove si è consumato il drammatico episodio si è soffermata a lungo la psicologa che collabora con l'istituto scolastico Corradini - Frezzotti e in questi giorni seguirà anche le altre classi. Ma a rincuorare i giovani studenti sono state soprattutto le parole della loro compagna, che sta meglio e ieri ha messaggiato con loro attraverso i social.
Quanto è accaduto mercoledì mattina non è più solo il problema di un'adolescente e della sua famiglia. Nel momento in cui ha compiuto quel gesto, la dodicenne ha condiviso con la comunità scolastica quel malessere interiore che la tormentava. Ne erano ben consapevoli nell'istituto di via Amaseno, che si è subito attivato, a partire dalla dirigenza con la sensibilità necessaria, per non fare mancare il sostegno necessario.