Condanna a un anno e otto mesi di reclusione nei confronti di Franco Marongiu, 54 anni, di Sezze, arrestato lo scorso 9 giugno nel corso dell'operazione Giano, coordinata dalla Dda. Era imputato ieri in Tribunale ritenuto il presunto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di droga. Nel corso della perquisizione domiciliare - scattata durante l'esecuzione delle misure restrittive dell'inchiesta condotta dai Carabinieri - gli investigatori avevano trovato oltre 300 grammi di hascisc nell'abitazione dell'uomo. In aula l'imputato, difeso dall'avvocato Giancarlo Vitelli, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena. A fronte di una richiesta di due anni e sei mesi, formulata dal pubblico ministero Andrea D'Angeli, alla fine il giudice al termine della camera di consiglio ha letto la sentenza per l'uomo. Quando saranno depositate le motivazioni scontato il ricorso in Appello. La droga era stata trovata sotto ad un sasso in un terreno a poca distanza dall'abitazione del 54enne. Nel corso dell'interrogatorio di convalida - davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese che aveva convalidato l'arresto - Marongiu aveva sostenuto che non sapeva niente della sostanza stupefacente repertata dagli uomini dell'Arma.
L'operazione Giano era stata portata a termine dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Latina, coordinati dal maggiore Antonio De Lise che avevano ricostruito una vera e propria rete di spacciatori che da Fondi rifornivano anche il capoluogo pontino.