Una tragedia sfiorata, con un esito che si potrebbe definire fortunato se si pensa a tutte quelle che sarebbero potute essere le conseguenze. Il 22enne che sabato notte è stato accoltellato in piazza Testa, fuori dal locale dove poco prima aveva iniziato a discutere con il suo aggressore, è stato dismesso dal pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni. Nonostante ciò, «una ferita giudicata guaribile in dieci giorni non è un episodio che possiamo trascurare, anche perché, guardando alla città di Formia, non possiamo non ricordare la tragedia del giovane Romeo Bondanese». Lo ha detto ieri il Prefetto di Latina Maurizio Falco, in una conferenza tenuta insieme al Questore Raffaele Gargiulo, il Tenente colonnello Michele Meola, comandante del reparto operativo dei carabinieri e con il sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, a margine del tavolo tecnico convocato proprio per discutere della sicurezza e della movida in città.

«Dopo la tragedia Bondanese, avevamo chiesto l'installazione delle telecamere nei luoghi della movida - ha esordito il Prefetto Falco - il sistema di videosorveglianza ora c'è ed è operativo, perciò confidiamo di ricevere un riscontro importante dalle immagini catturate per risalire all'aggressore». Ma per quanto le telecamere siano uno strumento determinante e necessario, da sole non bastano: serve la collaborazione attiva ed immediata dei gestori dei locali. A lanciare (nuovamente) l'appello è sempre il Prefetto, che già a suo tempo aveva richiesto agli esercenti maggiore supporto per prevenire episodi di questo genere. Infatti, come spiegato anche dal Questore, la lite tra i due giovani è iniziata all'interno di un locale, apparentemente per un motivo futile, a causa di una goccia di spumante che sarebbe finita sul tavolo dell'aggressore. L'accesa discussione si è poi spostata fuori dal locale, in piazza Testa, dove sarebbe stato attinto il fendente alla spalla del 22enne.