Lunga deposizione e tensione alta ieri in Corte d'Assise per la testimonianza del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo nel processo per l'omicidio del camionista Nicolas Giuroiu, sequestrato e ucciso nel marzo del 2014 a Latina. In aula, davanti al presidente Gian Luca Soana e al pm della Dda Corrado Fasanelli, è stato il turno del pentito, un tempo appartenente al clan Di Silvio. «L'omicidio fu deciso durante una riunione e serviva per dare una dimostrazione di forza da parte dei Travali - ha detto il collaboratore di giustizia - fu proposto dalla famiglia Ranieri di uccidere questo ragazzo e arrivò l'approvazione dei Travali». Riccardo ha spiegato che l'auto su cui viaggiava la vittima era stata speronata da una vettura con a bordo i Ranieri mentre sulla Smart bianca che faceva da staffetta c'erano i due imputati che avevano fornito le armi per far capire il potere e la potenza di fuoco del gruppo. Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori della Squadra Mobile che avevano condotto le indagini, il romeno era stato ucciso perché sfruttava e faceva prostituire due ragazze, di cui una legata a Manuel Ranieri.

«I fratelli Ranieri - ha detto - facevano parte del gruppo di fuoco. Angelo Travali - ha aggiunto - voleva far capire con questa azione che comandava lui a Latina». Agostino Riccardo ha aggiunto, sempre in base a quanto riferito da Travali, che la vittima fu colpita da almeno dieci colpi di pistola. «Le armi furono date per l'omicidio - ha detto il collaboratore di giustizia - e doveva essere un fatto eclatante». Non sono mancati i momenti di tensione tra accusa e difesa in occasione del contro esame del collaboratore, l'obiettivo dei legali degli imputati è di minare l'attendibilità di Riccardo e la sua ricostruzione come avvenuto anche in altri processi. La difesa ha sostenuto alcune incongruenze tra quanto dichiarato nei verbali e la deposizione e poi ha chiesto se si fosse mai sentito con l'altro collaboratore di giustizia Renato Pugliese. Il pentito ha detto che si sono sentiti per telefono dopo i 180 giorni da quando si rendono le dichiarazioni, e che in quella circostanza hanno parlato per pochissimo tempo al telefono in merito alla scelta di collaborare. Il contatto - ha riferito - era avvenuto nel 2019. Su questo gli scontri tra accusa e difesa sono andati avanti e in aula sono stati vissuti momenti di grande nervosismo. Agostino Riccardo ha puntualizzato infine che nessuno della polizia giudiziaria gli abbia mai detto cosa dovesse riferire.

Erano stati gli agenti della Squadra Mobile ad indagare e a risalire ai presunti responsabili dell'omicidio. I fatti l' 8 marzo 2014, a Borgo Sabotino, Giuroiu, che era al volante della sua auto, era stato prelevato e portato via. Il camionista fu sequestrato e successivamente ucciso e il corpo venne gettato in un pozzetto, dove alcuni giorni dopo il rapimento avvenne la scoperta. La prossima udienza è fissata per il 12 gennaio e in quell'occasione sarà ascoltato Adrian Ginca, detenuto in un carcere della Romania, condannato per questo omicidio.