Sussiste un pericolo attuale di condizionamento di tipo mafioso sulla ditta di autotrasporti di Antonio Penci e per questo il Prefetto di Latina ha firmato nei giorni scorsi un provvedimento di interdittiva, partendo dal presupposto che l'imprenditore di Fondi è da considerarsi l'uomo di fiducia di Giuseppe D'Alterio, detto ‘o marocchino. E quest'ultimo in atti è definito come uno che «vanta contatti con il clan dei casalesi e con la famiglia mafiosa dei Rinzivillo di Gela, come comprovato da una conversazione telefonica intercettata il 24 dicembre 2015 su un'utenza cellulare in possesso di D'Alterio Melissa, figlia di Giuseppe, in cui appare evidente una partecipazione del signor Penci nelle vicende di interesse della famiglia D'Alterio».

L'interdittiva del Prefetto Maurizio Falco fonda su una lunga relazione del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina e risponde ad una richiesta di certificazione antimafia avanzata dal Ministero dei Trasporti a marzo 2021. Un certificato impossibile oltre che per i rapporti di Penci con D'Alterio anche per altri legami individuati dai carabinieri