Chissà se l'imputato per festeggiare l'assoluzione ha stappato una bottiglia. Al centro di un processo che si è svolto davanti al giudice monocratico Beatrice Bernabei e che si è concluso nei giorni scorsi, sono finite decine di bottiglie di vino di origine portoghese molto costose, per un importo totale di oltre duemila euro.
Nei confronti dell'imputato, difeso dall'avvocato Simone Rinaldi, il giudice ha disposto il non doversi procedere per mancanza di valida querela e la storia è finita così. Sul banco degli imputati c'era un uomo originario dell'Abruzzo, finito sotto processo. I fatti contestati sono avvenuti vicino Latina e la parte offesa, si tratta di un commerciante, davanti al giudice in occasione del dibattimento aveva spiegato di come ha conosciuto l'imputato e che è stata tratto in inganno per due volte, anche con una visura falsa. Insomma nulla era stato lasciato al caso. In base a quanto contestato dagli inquirenti e dal pubblico ministero Daria Monsurrò che ha esercitato l'azione penale e ha disposto la citazione diretta a giudizio, l'imputato si è finto responsabile di una azienda turistica e tramite un'email creata solo per commettere questa truffa spacciandosi per una persona in realtà inesistente ha ordinato delle bottiglie di vino rosso portoghese.