Non c'è verso di cambiare registro, le strade di Latina sono destinate in perpetuo ad essere dissestate e a rappresentare un pericolo per tutti, automobilisti, motociclisti, ciclisti e perfino i pedoni. Anche quest'anno sono bastate due o tre giornate di pioggia insistente per ricordarci che il sistema con cui affrontiamo il problema è inefficace e si risolve in uno spreco inutile di denaro, perché le buche rattoppate con un po' di bitume e un paio di colpi di badile sono le prime a riaprirsi.


E se è vero che non possiamo prendercela più di tanto con il commissario prefettizio che da un paio di mesi fa le veci di Giunta e Consiglio, è pur vero che il suo compito è quello di garantire l'ordinaria amministrazione, e in questo momento una delle cose più urgenti da fare e più avvertite dall'intera cittadinanza è proprio quella della sistemazione delle strade. I trionfali annunci dell'ultima amministrazione che aveva assicurato interventi nei punti più critici del sistema viario cittadino sono rimasti scritti nel libro di Coletta e dell'ex assessore ai Lavori Pubblici Emilio Ranieri. Che fine ha fatto il previsto programma di interventi? Già nel 2019 Ranieri sbandierava l'arrivo dell'accordo quadro per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade cittadine, accordo che prevedeva anche un piano triennale di spesa per complessivi 5,7 milioni di euro, tre dei quali immediatamente disponibili.

Se quel denaro è stato speso, è stato speso male, perché la mappa degli interventi allora tracciata dallo stesso ex assessore contemplava il ripristino di strade che ancora oggi chiedono di essere risanate, da via Nascosa a via del Lido, da via Giovanni da Palestrina a via Sant'Agostino, giusto per citarne alcune il cui stato di degrado è oggi insostenibile.
«L'accordo quadro da 5,7 milioni di euro non ha un tempo predefinito di attuazione - spiegava a Latina Oggi l'assessore - Più si è veloci a spendere, prima potremo procedere a rinnovarlo».
Ogni volta che se ne presenti l'occasione le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi lustri hanno sempre sottolineato che per restituire dignità ai circa 500 chilometri di strade comunali ci vorrebbero 50 o forse 60 milioni di euro. Ebbene, quando si comincia a cercare quelle risorse? Quando si accenderanno i mutui per sollevare i cittadini dall'incubo delle buche sulle strade? Che fine fanno i proventi delle contravvenzioni e delle multe per il mancato rispetto della sosta a pagamento?
Sono almeno un paio di milioni l'anno, ma dal 2018 a oggi sarebbero stati già dieci milioni, con i quali si sarebbe potuto fare abbastanza, comunque qualcosa di meglio di quanto abbiamo sotto gli occhi e sotto le ruote delle nostre auto.