Un collettivo di giovani di Fondi, che si chiama «Immagina - Idee in Movimento» ha presentato in questi giorni il primo dossier sullo sfruttamento dei lavoratori del turismo, ottenuto sulla base di un questionario in forma anonima effettuato la scorsa estate. I risultati, purtroppo, non sorprendono ma, anzi, confermano i livelli di grave irregolarità contrattuale che esiste nel mondo dei servizi balneari e turistici della provincia di Latina. Le interviste sono state fatte a lavoratori per la maggior parte under 30 che sono stati impiegati lungo il litorale.

«Come prevedibile, le statistiche dimostrano come poco o nulla siano migliorate le condizioni lavorative per molti giovani che forniscono manodopera durante il periodo estivo. - rico0rda una nota del collettivo - Riportiamo di seguito una sintetica stima dei dati raccolti su un campione di 52 questionari compilati dai lavoratori e dalle lavoratrici stagionali. I lavoratori hanno prestato servizio nelle seguenti località: Fondi (44,2%), Sperlonga (28,8%), Gaeta (9,6%), Terracina (6,7%), Itri (3,8%), altro (6,1%); l'86,5% ha lavorato nel settore della ristorazione e presso attività balneari; il 59,6 % lavora oltre 8 ore al giorno, di cui il 34,6% tra le 10 e le 12 ore; all'80,8% dei loro non è stato proposto un contratto regolare e il 69,2 % di questi ha lavorato senza contratto regolare; il 57,7% dei lavoratori non ha goduto del giorno di riposo settimanale; il 30,8% dei lavoratori ha guadagnato una media di 25 euro al giorno, il 26,9% una media di 35 euro al giorno; il 50% dei lavoratori non ha ricevuto compensi per gli straordinari, il 19,2% ne ha ricevuti solo in parte. Solo al 30,8% dei lavoratori ha ottenuto gli straordinari regolarmente pagati; il 55,8% ha sostenuto di aver lavorato in ''pessime'' condizioni, il 36,5% in condizioni ''buone'', il 7,7% in condizione "più che buone".

Alle condizioni di sfruttamento, si aggiunge anche un problema di natura culturale: infatti il 73,1% non ha avuto una formazione per le mansioni svolte, il 27% dei lavoratori non è in grado di interpretare il loro contratto, un fatto questo che li mette in condizione di debolezza e subalternità. Il 23,1% ha sostenuto di aver subito violenze fisiche e psicologiche sul posto di lavoro, ma il 47,7% di loro non saprebbe a chi rivolgersi nel caso non venissero rispettati i propri diritti di lavoratore».
Questo sondaggio non ha valore «istituzionale» ma aderisce perfettamente alle statistiche dei sindacati, per esempio quelle della Cgil, a dimostrazione che si tratta di una fotografia realistica del sistema attuale.
«È evidente che ancora abbiamo enormi criticità nel contrastare il fenomeno dello sfruttamento stagionale estivo, in Italia come nella nostra zona. - dicono i ragazzi del collettivo fondano - È compito delle istituzioni comunali e dei sindacati vigilare e assicurare condizioni di lavoro dignitose. Ai giovani lavoratori e lavoratrici, il nostro ringraziamento per aver partecipato all'inchiesta».