Sono venuti su velocemente i villini al lato della Pontina, costruiti in luogo di un vecchio ristorante. Una trasformazione con troppe anomalie e che qualche giorno fa ha portato al sequestro dell'intera area all'esito di un controllo della sezione navale della Guardia di Finanza del nucleo di Gaeta. I sigilli riguardano tutto lo spazio interessato dal cantiere, ossia due corpi di fabbrica per un totale di dieci villini del valore complessivo di poco meno di tre milioni di euro. Secondo le contestazioni della Procura di Latina non sono state rispettate le distanze minime dalla strada ad alto scorrimento, pari a trenta metri anziché i dieci effettivamente applicati e ci sono state, inoltre, violazioni tali delle disposizioni urbanistiche da integrare il contestato reato di lottizzazione abusiva. Il complesso edilizio è di proprietà della società Gfs di Terracina, la cui amministratrice è stata denunciata per una serie di violazioni urbanistiche e ambientali, insieme al direttore dei lavori.

L'indagine della sezione navale della Finanza però non è finita. Dopo la convalida del sequestro si sta cercando di capire se la titolare della società fosse il dominus effettivo oppure il prestanome di qualcun altro. Risulta agli atti che la donna è l'ex moglie di uno degli indagati dell'inchiesta Free Beach.
Un altro filone delle verifiche tuttora in atto riguarda il valore degli immobili e la provenienza del denaro investito. Al momento non ci sono contestazioni specifiche ma è in corso la ricostruzione del flusso di denaro.

I villini si trovano all'altezza della rotonda di ingresso a via Badino e affacciano direttamente sulla Pontina, la costruzione è stata regolarmente autorizzata come un abbattimento e ricostruzione dell'immobile che c'era in precedenza e si è reso necessario il cambio di destinazione d'uso da commerciale a civile abitazione. In pratica case per le vacanze al posto del ristorante bar che a lungo ha operato in quel tratto della Pontina.

Dagli atti finora in possesso degli investigatori risulta un iter autorizzativo del Comune di Terracina in linea con quanto previsto per la ricostruzione di vecchi immobili e loro trasformazione, quindi al momento non ci sono responsabilità da parte dell'ente, tranne la possibile svista nel controllo del fabbricato che poteva essere operato dall'apparato del Comune prima dell'intervento della Guardia di Finanza. Con il sequestro è stato bloccato il cantiere per la definizione delle opere e la consegna degli immobili.