La situazione era diventata insostenibile nel quartiere Nicolosi. Da tempo era stato superato il livello di guardia. Lo scrivono in un esposto i residenti che più volte avevano chiesto interventi mirati per contrastare lo spaccio di droga: dalla cocaina all'hascisc, all'eroina. Agli atti dell'inchiesta della Squadra Mobile e nelle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, ci sono le parole molto eloquenti di un residente della zona.


«Assisto costernato e stupefatto ad una disinvolta attività di spaccio di persone di nazionalità straniera. La sera verso le 19 si siedono su un muretto e iniziano a spacciare, nascondendo la droga nei giardini attigui dei condomini». La descrizione è significativa. Altrettanto eloquente è quello che riferisce un consumatore, anche questa frase che fa parte dell'inchiesta permette di contestualizzare quanto sia fiorente e radicata l'attività di spaccio.
«Basta recarsi nel quartiere Nicolosi che ormai è conosciuto da tutti, come centro di spaccio della città e si trova quello che uno cerca o chiede». L'indagine - coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Bontempo - ha permesso di ricostruire nel dettaglio cosa accadeva nel dedalo di strade tra via Marchiafava, via Corridoni, via Tagliamento. E' emerso inoltre che molti spacciatori si muovevano anche in monopattino per essere più veloci e cercare di diventare invisibili quando imboccando anche contromano una strada, schizzavano va sull' asfalto nel giro di pochissimi istanti e sparivano in tempi record.
Dall'inchiesta viene alla luce un giro cospicuo. E' indicativa la frase di due indagati Labib e Harrada che dicono, rivolto ad un consumatore: «Non c'è più nulla fino alla settimana prossima». E' emerso anche che alcuni episodi di spaccio sono stati registrati in prossimità di alcune scuole che si trovano nella zona ed è per questo che è stata contestata l'aggravante per dei fatti avvenuti nel maggio del 2021, sia a poca distanza dalla Scuola Giovanni Cena che dal Liceo Alessandro Manzoni che dalla scuola dell'Infanzia Pasubio, fino al Liceo Artistico Buonarroti.

I presunti responsabili sono stati individuati grazie anche ad alcuni investigatori sotto copertura che hanno accertato 28 episodi di spaccio. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa che ha accolto in pieno le risultanze investigative della Polizia.
Il Nicolosi era una specie di supermarket della droga come annotano gli agenti della Squadra Mobile di Latina che il pomeriggio del 4 maggio del 2021 vedono una donna che dopo una telefonata, si presenta all'ingresso di una abitazione: la porta è aperta, lei neanche entra, allunga la mano per prendere qualcosa che nasconde all'interno del giubbotto per poi allontanarsi a piedi. L'acquirente aveva comprato alcune dosi di eroina. Una scena simbolo dell'indagine.