Uno dei tre fermati dai Carabinieri della Compagnia di Formia perché ritenuti responsabili della rapina commessa a Santi Cosma e Damiano ai danni di un imprenditore, era già noto alle Forze dell'Ordine per un episodio accaduto nel febbraio del 2018. Si tratta di Serafino Pietropaolo, 48enne di Mondragone, che, come già riferito ieri, è rimasto in carcere (così come l'altro presunto complice Mario Vozzolo), come disposto dal Gip del Tribunale di Cassino Alessandra Casinelli. Pietropaolo è considerato uno degli autori materiali dell'agguato compiuto ai danni dell'imprenditore alimentare- lattiero- caseario Giuseppe Bianchino, al quale lunedì mattina è stata portata via una busta contenente oltre cinquantamila euro, che dovevano essere depositati presso la Cassa Rurale e Artigiana dell'Agro Pontino di Santi Cosma e Damiano.
Il 48enne di Mondragone, Serafino Pietropaolo, poco meno di quattro anni fa, fu accusato di aver esploso un colpo di pistola nei confronti di un cinquantenne di Marano di Napoli. Una gambizzazione che, pare, fosse scaturita per motivi legati ad affari. L'episodio, che avvenne in Corso Europa a Marano, costò il ricovero del ferito all'ospedale San Giuliano di Giugliano.
L'autore dello sparo si rifugiò in un bar, ma fu rintracciato dai Carabinieri che lo arrestarono con l'accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma clandestina. E un'arma sarebbe apparsa anche nella rapina di lunedì scorso davanti l'istituto di credito di Santi Cosma e Damiano. Un particolare sul quale stanno lavorando alacremente i Carabinieri della Compagnia di Formia, che mantengono un giustificato riserbo sulla prosecuzione dell'indagine.
E' ormai noto il fatto che alla movimentata fase della rapina abbiano partecipato anche altre persone, attualmente in fase di identificazione. Infatti gli investigatori sarebbero più che convinti che il terzetto che è stato fermato l'altro giorno possa aver beneficiato dell'appoggio di qualche altra persona, il cui ruolo è ancora tutto da definire.
Per i tre arrestati il quadro, per il momento, sembra chiaro con Serafino Pietropaolo e il sancosimese Mario Vozzolo che avrebbero avuto un ruolo importante, tanto che il Gip del Tribunale di Cassino ha disposto la custodia cautelare. Più marginale invece il ruolo del terzo, Erasmo Parente, rimesso in libertà, ma con l'obbligo di dimorare a Santi Cosma e Damiano.