Il giudice Pierpaolo Bortone ha rigettato la richiesta di abbreviato condizionato ad una perizia relativa alla capacità di partecipare da parte dell'imputato ad un processo. Il magistrato ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di Antonino Zappalà, 44 anni, accusato dell'omicidio della suocera Nadia Bergamini, 70 anni, uccisa lo scorso gennaio nell'appartamento dove l'uomo viveva insieme alla famiglia, in via Casorati.

E' difeso nel procedimento dall'avvocato Roberta Verzicco. Il via con la prima udienza davanti ai giudici della Corte d'Assise di Latina il 13 gennaio. Sono due le parti civili, rappresentate dagli avvocati Antonio Orlacchio, Marta Censi e Leonardo Palombi. L'imputato, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, era stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo parentale e dalla minorata difesa. Aveva aggredito e poi picchiato la suocera, morta dopo che era stata trasportata al Santa Maria Goretti. L'indagine condotta dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e dalla Polizia, aveva permesso in un secondo momento di ricostruire i fatti contestati e risalire a Zappalà. Il movente sarebbe da ricercare in una discussione avvenuta con la donna. Secondo quanto ipotizzato e in base all'esito dell'autopsia, la vittima era stata aggredita e picchiata e aveva riportato ferite gravissime alla testa e dopo che era stata trasportata in codice rosso in ospedale era morta. A dare l'allarme era stata la figlia che quando era rientrata a casa aveva notato che la madre aveva il volto tumefatto. Il processo inizierà tra meno di un mese.