Si prospetta una vera e propria "guerra" di perizie nel proseguo dell'inchiesta per l'omicidio di Fabrizio Moretto, poiché le attenzioni rivolte da Ermanno D'Arienzo e da sua moglie dopo l'uccisione del loro figlio Erik, nella ricerca del responsabile dell'aggressione mortale del 30 agosto 2020, di certo non bastano per provare la pianificazione della vendetta consumata quasi quattro mesi dopo la sera del 21 dicembre del 2020, e il procedimento penale che si profila a carico di "Topolino" dovrà ruotare attorno all'analisi delle tracce trovate sulle sue mani la sera in cui Moretto è stato giustiziato con un colpo di pistola. All'esito delle investigazioni che hanno portato all'arresto del padre di Erik D'Arienzo, infatti, le tre particelle compatibili con le sostanze presenti all'interno del bossolo trovato sul luogo del delitto, sembrano essere l'unico elemento che può collocare Ermanno sulla scena del crimine. Tutti gli altri indizi, rischiano di restare semplici sospetti.


Prima di tutto bisogna valutare che dopo la morte di suo figlio, Ermanno D'Arienzo poteva immaginare di essere intercettato. Il 6 ottobre smette di utilizzare il proprio telefono cellulare, per un presunto guasto della scheda sim non riscontrato dagli investigatori. Ma soprattutto si evince, dal tenore delle conversazioni con la moglie all'interno della loro auto, che si aspetta persino di essere spiato con una microspia nell'abitacolo che in effetti i Carabinieri hanno installato. In quest'ottica, i coniugi D'Arienzo immaginavano di essere intercettati mentre studiavano morbosamente i movimenti degli amici di Erik che sospettavano essere coinvolti nella sua aggressione mortale, ossia lo stesso Fabrizio Moretto, ai loro occhi reo di avere mentito la notte del pestaggio recandosi a casa loro con la storia della caduta accidentale dal suo scooter, ma anche suo fratello Andrea e il loro amico Andrea Tarozzi che quella notte Pipistrello aveva chiamato in suo aiuto. Quindi se è vero, come ritengono anche gli inquirenti, che Ermanno D'Arienzo sia un criminale di un certo spessore, un freddo calcolatore, sarebbe fin troppo ingenuo da parte sua pianificare un omicidio compiendo pedinamenti e sopralluoghi con l'auto che sa essere monitorata dagli investigatori.