Ha depositato gli screenshoot di alcuni messaggi telefonici per dimostrare che nel periodo in cui sono avvenuti i fatti contestati non si era occupata della cooperativa. Non poteva farlo e ha allegato anche alcuni certificati medici: era in stato di gravidanza. Liliane Murekateke, moglie del deputato Aboubakar Sohumahoro, è comparsa ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese per l'interrogatorio di garanzia. Se da un lato è rimasta in silenzio, la difesa ha tentato di mettere in imbarazzo l'impianto accusatorio, come ha spiegato ai cronisti al termine del'audizione l'avvocato Lorenzo Borrè che si è limitato a dire che i documenti presentati hanno come obiettivo quello di ricostruire i fatti sotto un'altra luce.

«Abbiamo presentato dei documenti che riteniamo adatti a riqualificare le contestazioni». La donna è rimasta in silenzio anche di fronte alle domande dei giornalisti. Nessuna smorfia o cenni di nervosismo, è stata impassibile. Il suo legale ha aggiunto in merito alle condizioni dei migranti nei centri: «Verificheremo queste dichiarazioni e chi le ha rese e forniremo delle risposte adeguate». Sono rimasti in silenzio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Marie Terese Mukamitsindo e Michel Rukundo, gli altri due indagati, anche loro comparsi davanti al magistrato che ha firmato la misura interdittiva e al pubblico ministero Giuseppe Miliano, titolare del fascicolo insieme al collega Andrea D'Angeli. Sono stati i primi ad arrivare in Tribunale una manciata di minuti prima delle 11. Anche loro sono andati via dall'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi senza rilasciare dichiarazioni ma sui loro volti si leggeva una forte tensione.