I limiti orari stabiliti nel 2014 per l'accensione degli apparecchi da gioco a Formia erano legittimi e potranno tornare in vigore. A stabilirlo, riporta Agipronews, è una sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto l'appello dell'amministrazione comunale contro due società del settore ribaltando una precedente decisione del Tar Lazio. Il tribunale regionale aveva infatti bocciato un'ordinanza del sindaco che limitava la possibilità di giocare alla fascia oraria 10-20, ritenendo troppo "generico" il riferimento ai dati dell'Azienda sanitaria locale nell'istruttoria a sostegno della decisione. I giudici di Palazzo Spada, però, hanno evidenziato come la normativa in materia di gioco d'azzardo rientri "nella tutela del benessere psico-fisico dei soggetti maggiormente vulnerabili e della quiete pubblica" attribuita al Comune. Viene poi fatto presente che nella disciplina degli orari di accensione degli apparecchi da gioco coesistono "una pluralità di interessi che devono essere adeguatamente misurati e contemperati": da un lato l'interesse dei privati, dall'altro gli interessi pubblici e generali, tra cui rientra anche la tutela della salute pubblica. A stabilire gli orari di apertura delle sale da gioco è il sindaco, che deve "valutare le posizioni di ciascuno dei soggetti coinvolti senza impiegare mezzi eccessivi rispetto agli obiettivi perseguiti". In questo caso, afferma il Consiglio di Stato, "la determinazione del Comune di Formia si è basata su un'adeguata istruttoria" e "su una equilibrata ponderazione dei plurimi interessi in gioco". L'offerta di gioco viene quindi limitata "senza sacrificare eccessivamente l'interesse dei privati gestori delle sale da gioco, i quali possono usufruire di un'ampia fascia oraria per l'apertura al pubblico dell'esercizio".