«Ci distraeva con la scusa del caffè e segnava dei colli diversi di latte rispetto a quello fornito». La strategia adottata per arrotondare con le consegne nei supermercati sembrava infallibile fino a quando non è stato scoperto. E' questo uno dei passaggi chiave di uno dei sei testimoni comparsi in aula in Tribunale per la truffa con il latte Granarolo. Sul banco degli imputati un ex agente della società emiliana A.T., queste le sue iniziali, oltre che per truffa aggravata è ritenuto il presunto responsabile anche del reato di appropriazione indebita. L'udienza alla fine è stata rinviata al prossimo 27 febbraio quando saranno ascoltati altri testimoni di parte civile e un consulente di parte ma in Tribunale sono state raccolte altre testimonianze. Sono due i supermercati pontini, raggirati dalle abili condotte dell'ex agente che lavorava all'epoca dei fatti per conto della nota azienda casearia. Il raggiro ammonta ad oltre 100mila euro mentre per l'appropriazione indebita l'importo contestato è di 11mila euro.