Individuati una serie di episodi sospetti, i poliziotti della Squadra Mobile che indagano su un presunto giro di favori concessi da un dipendente dell'anagrafe a soggetti legati alla criminalità locale, stanno lavorando ora per analizzare l'operato dell'impiegato, ma anche eventuali connivenze e responsabilità di alcuni suoi colleghi che potrebbero essere a conoscenza del suo operato, almeno due stando alle informazioni trapelate finora, che difficilmente erano all'oscuro dei fatti finiti al centro dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Latina.

Gli approfondimenti investigativi sono ancora in corso, ma dopo avere individuato i casi sospetti, i poliziotti del questore Raffaele Gargiulo hanno chiesto e ottenuto, dall'autorità giudiziaria, un decreto per procedere con le perquisizioni degli uffici comunali di via Ezio, finalizzate al sequestro di computer e altri supporti informatici, come gli smartphone. L'impiegato di 66 anni finito al centro dell'inchiesta è stato portato anche in Questura giovedì mattina, per le notifiche del caso e per essere ascoltato, ma non sarebbe l'unico finito sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori.

Nel corso del sopralluogo infatti la Squadra Mobile ha acquisito anche altri computer dell'ente locale e ha consultato il servizio informatico del Comune di Latina per una serie di delucidazioni sul funzionamento del sistema centralizzato di gestione dei servizi. Prima di tutto per risalire alle tracce del lavoro svolto dall'operatore indagato, quindi verificare quanto raccolto finora dai poliziotti, ma anche stabilire proprio se altri suoi colleghi avessero notato le anomalie e non siano intervenuti.

Stando alle poche informazioni trapelate sinora, al centro dei sospetti ci sarebbe il rilascio di carte d'identità e cambi di residenza in maniera impropria o comunque viziati da presunti trattamenti di favore, a soggetti che avevano l'interesse di alterare le proprie informazioni allo stato civile del Comune. Tra i benefici che i destinatari di questi favori potevano ottenere, sembra, anche l'aggiustamento dei requisiti per il percepimento del redditi di cittadinanza. L'indagine comunque è volta anche a stabilire se ci fosse una contropartita per quei favori e, appunto, accertare sei colleghi dell'operatore fossero al corrente anche di questi aspetti.

Secondo il quadro emerso giovedì, l'uomo impiegato all'ufficio anagrafe era attenzionato già da mesi, visto che la sua abitazione era stata perquisita la scorsa primavera, nel mese di maggio, quando gli stessi investigatori entrati in azione giovedì negli uffici comunali di via Ezio, erano intervenuti per verificare sospetti sul figlio del 66enne, poi arrestato perché nell'abitazione conservava una discreta scorta di droga e armi. Tra la casa e la stalla adiacente, il ragazzo, già noto alle forze dell'ordine in precedenza, nascondeva 80 grammi di cocaina, mezzo chilo di hascisc e due etti di marijuana, oltre a due pistole e un fucile dotati di munizioni. Se ci siano legami diretti tra le due indagini non è ancora chiaro, ma nel giro di pochi mesi i poliziotti della Squadra Mobile hanno dirottato le loro attenzioni sull'operato del genitore.