Condanna ridotta dai giudici della Corte d'Appello nei confronti del dipendente dell'Atac, accusato di omicidio colposo per la morte di un bambino di Latina Marco Grandeforte, di appena cinque anni. Il piccolo era precipitato nelle scale della stazione metropolitana di Roma. Il dramma si era consumato nel luglio del 2015 alla stazione Furio Camillo. Una volta depositate le motivazioni della sentenza dal giudice Massimo Di Lauro, i legali che assistono l'imputato, Flavio M., hanno impugnato la condanna e si è svolto il processo di secondo grado. Alla fine è stata emessa la sentenza con una riduzione per l'imputato. Da un anno di reclusione, a otto mesi per omicidio colposo. I familiari del bambino che si erano costituiti parte civile sono assistiti dagli avvocati Amleto Coronella e Alessandro Righi. La tragedia si era consumata il 22 luglio del 2015 quando il dipendente dell'Atac di sua iniziativa aveva eseguito una manovra per aiutare sia il piccolo che la mamma rimasti chiusi all'interno dell'ascensore.

L'uomo era intervenuto per aprire le porte ma quando vi era riuscito il piccolo Marco era precipitato facendo un volo di dieci metri. Nel corso del processo erano finite anche le immagini di una telecamera che aveva ripreso alcune fasi della tragedia. L'imputato voleva aiutare il bambino come aveva ricordato anche nel corso della deposizione nel processo di primo grado. L'imputato una volta ascoltato, aveva sostenuto che il dramma avvenuto quel giorno lo aveva profondamente segnato. L'uomo era intervenuto per aprire le porte, un gesto di solidarietà che purtroppo si è rivelato fatale e il piccolo è caduto nella tromba delle scale dell'ascensore e ha fatto un volto di dieci metri. L'incidente - in base a quanto ipotizzato - sarebbe collegato alla manutenzione e la competenza è affidata a delle sezioni della società che si occupa della metropolitana di Roma, come aveva spiegato uno dei funzionari dell'Ispettorato del lavoro.