È un'escalation di atti vandalici piuttosto preoccupante quella su cui stanno indagando da qualche giorno Polizia e Carabinieri, perché sintomatica di un crescendo di odio percepibile nell'evoluzione che traspare dai comportamenti di chi si nasconde dietro questa folle strategia della tensione. A quanto pare le scritte sui muri sarebbero l'atto culminante di una spirale alimentata da un ingiustificato risentimento, nei riguardi di una lunga lista di persone, che si sta gonfiando un gesto dopo l'altro e non sembra conoscere la parola fine, anzi rischia di aggravarsi. Nei giorni a cavallo del Natale infatti non si sarebbero registrati solo atti vandalici sulle pareti di alcuni edifici, ma anche danneggiamenti di automobili, tutti raid accomunati dalla ritualità dei gesti, oltretutto preceduti dall'invio quasi ossessivo di lettere di "denuncia" che tirano in ballo gli stessi destinatari degli atti vandalici in vecchie storie più o meno credibili di sfruttamento del lavoro e altre vicende correlate. Il cerchio dei sospetti si è stretto ormai da tempo attorno a un soggetto che ha avuto a che fare con tutte le vittime di questa escalation, ma l'indagine per attribuire la paternità dei vari episodi è meno semplice e scontata di quanto si possa immaginare.

Il giorno della Vigilia di Natale la città si è risvegliata col centro imbrattato da linee nere tracciate con vernice spray di colore nero. A quanto pare tuttavia non era un gesto insensato e fine a se stesso, perché la stessa notte erano compare croci sulle facciate di alcuni palazzi, disegnate col medesimo colore, agli ingressi delle abitazioni di chi recentemente era stato oggetto di segnalazioni anonime, o meglio lettere e volantini che rasentano gli atti persecutori. Parliamo soprattutto di ristoratori, alcuni in pensione, e qualche professionista. Oltre alle croci, in molti casi l'autore dei raid ha lasciato anche manciate di fiammiferi di grosse dimensioni che sembrano alludere chiaramente all'intenzione di ricorrere al fuoco. Insomma, episodi che sembrano collegati da un piano unitario, preceduti notti prima dal danneggiamento di alcune auto: in un caso un suv è stato trovato con tutte e quattro le ruote bucate, la carrozzeria macchiata dai segni tracciati con la solita vernice nera spray e una manciata di fiammiferi lunghi poggiata sui tergicristalli.

Per questo, quando sono stati scoperti gli atti vandalici della Vigilia di Natale, il pensiero degli investigatori è andato inevitabilmente alle auto danneggiate qualche notte prima, il tutto collegato da una serie di lettere anonime inviate massivamente alle vittime dei raid e a vari enti. Un'escalation che le forze di polizia intendono fermare prima che la situazione possa precipitare.