Una coppia di pensionati è stata letteralmente presa di mira dai banditi, persone senza scrupoli che sono arrivate al punto di minacciarli con armi per ben due volte nel giro di pochi giorni e nell'ultimo caso persino picchiarli, probabilmente nella convinzione che nascondessero in casa somme ingenti di denaro. Gli investigatori della Polizia indagano sulla rapina consumata l'altra sera all'interno di una casa di campagna nella zona tra Borgo Carso e Borgo Podgora, ma anche sul precedente registrato in circostanze del tutto simili la settimana scorsa, pochi giorni prima di Natale. Un'escalation di violenza consumata con tanta ostinazione da destare i sospetti dei detective.


Mercoledì sera la richiesta d'aiuto della coppia è scattata nella tarda serata, quando i due rapinatori incappucciati erano ormai scappati, a quanto pare con un bottino piuttosto esiguo. I coniugi di 80 e 72 anni sono stati sorpresi dai banditi mentre si trovavano nella loro abitazione di via Cerretelli, una strada che porta verso la frazione di Chiesuola: gli sconosciuti impugnavano arnesi da lavoro che forse hanno racimolato nei paraggi e hanno impiegato come armi improprie per minacciare le vittime. Così mentre uno dei due li teneva sotto tiro, l'altro rovistava nella casa alla ricerca di qualcosa da rubare. I pensionati sono stati anche picchiati, presi a schiaffi con forza dai loro aguzzini che cercavano così di farsi indicare un eventuale nascondiglio utilizzato per conservare denaro e gioielli, convinti di potersi assicurare un bottino considerevole.

Eppure la stessa coppia aveva subito una rapina in circostanze del tutto simili giusto qualche giorno prima di Natale, meno di una settimana fa, quando rientrando a casa in serata, avevano trovato ad aspettarli due rapinatori incappucciati: anche quella volta i banditi impugnavano armi improprie che hanno utilizzato per costringere le vittime ad aprire la porta e consentire loro di rovistare le stanze indisturbati. In quel caso i malviventi erano riusciti ad arraffare denaro contante per circa 1.500 euro e alcuni gioielli, soprattutto anelli d'oro. Non contenti, sempre sotto la minaccia delle armi improprie, avevano minacciato un familiare dei due pensionati sopraggiunto nel frattempo, per costringerlo a consegnare loro la sua automobile, una Fiat Panda che gli autori della rapina avevano poi utilizzato per scappare.
In tutti e due i casi i poliziotti della Questura hanno effettuato accurati sopralluoghi alla ricerca di tracce utili all'identificazione dei banditi, ispezionato le vie di fuga alla ricerca di telecamere di video sorveglianza che possano avere ripreso dettagli cruciali, quindi hanno raccolto le testimonianze dettagliate dei coniugi. In particolare stando ai racconti dell'ultimo episodio, quello di mercoledì sera, non è escluso che almeno uno dei banditi avesse già partecipato al colpo della settimana precedente. Al tempo stesso gli investigatori stanno vagliando la possibilità che la banda potesse contare su un basista, qualcuno che ha alimentato l'ostinazione dei rapinatori tanto da spingerli a insistere nella ricerca di denaro in quella casa.