Era accusato di aver violentato la figlia e la moglie. In primo grado il Collegio penale del Tribunale di Latina gli aveva inflitto la pena di sei anni di reclusione. In Corte d'Appello a Roma, una volta depositate le motivazioni della sentenza, i giudici hanno ridotto la pena a cinque anni e otto mesi. Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha invece annullato la condanna, accogliendo il ricorso presentato da un imputato per dei fatti avvenuti vicino Latina tra il gennaio e l'aprile del 2010.

Nei confronti dell'uomo, un 51enne difeso dagli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, i giudici della Suprema Corte hanno annullato la sentenza della Corte d'Appello e hanno disposto l'invio degli atti ad una nuova sezione.

I difensori dell'uomo che doveva rispondere anche del reato di stalking, avevano puntato nel ricorso su una serie di elementi sostenendo che i fatti non sono mai avvenuti e che la moglie, (nel frattempo separata dal marito) ha strumentalizzato la figlia suggestionata in un secondo momento anche dai racconti di una terza persona, estranea al contesto familiare che le aveva raccontato di una violenza sessuale subita quando era giovane.

I difensori dell'imputato inoltre hanno puntato anche su una altra circostanza e cioè quando è avvenuta la violenza sessuale la moglie era consenziente.

L'inchiesta affonda le radici a quasi 13 anni fa e all'epoca dei fatti la Procura aveva chiesto per l'imputato una misura restrittiva, respinta dal giudice per le indagini preliminari Tiziana Coccoluto. In un secondo momento dopo il rinvio a giudizio si era celebrato il processo in Tribunale e il Collegio, presieduto dal giudice Pierfrancesco de Angelis nell'aprile del 2016 aveva emesso la sentenza che poi era stata impugnata. Erano stati due gli episodi di violenza contestati nei confronti della figlia: uno quando aveva 10 anni, l'altro invece quando aveva 16 anni. In questa circostanza l'uomo l'avrebbe spogliata e poi abusato di lei con una serie di palpeggiamenti.

La moglie del 51enne aveva presentato una denuncia ai Carabinieri ed era stato aperto un fascicolo. Adesso nuovo processo in Corte d'Appello 13 anni dopo i fatti.