Loris Calabresi allarga le braccia sconsolata nel piazzale dove ancora respira qualcosa della vecchia fabbrica Rossi Sud e che da sei mesi ospita i 75 ormai ex abitanti del campo Al Karama, distrutto dalle fiamme a inizio luglio. Lei, la volontaria della Caritas Migrantes, è uno dei pochi operatori che ogni giorno fanno visita alle famiglie rom accampate, letteralmente, nella struttura sulla Monti Lepini ristrutturata con una montagna di soldi pubblici per essere un centro fieristico e, invece, non lo è mai diventata. Era uno dei pochi spazi disponibili nel quali la scorsa estate si potevano collocare i nuclei familiari di Al Karama e doveva essere una sistemazione temporanea. «Ci hanno detto che staremo qui fino a giugno e questo non è giusto, qui non si può stare non è un modo di vivere questo», dice uno degli ospiti che quando lavora nei campi deve farsi 30 chilometri per raggiungere l'azienda agricola. «In questo immenso atrio vivono 75 persone, molti sono bambini e questa è la vera piaga - dice la Calabresi - perché non possono andare a scuola e stanno tutto il giorno senza poter fare nulla, sono in età di obbligo di istruzione! Non c'è un bus che li porti nelle scuole di Bainsizza e Sabotino dove sono iscritti, noi avevamo proposto di trasferirli in via Sezze ma ci è stato risposto che entro Natale sarebbero tornati nel nuovo campo Al Karama, invece...».

I bambini della Rossi Sud hanno da 0 a 11 anni e il diritto allo studio per loro è esistito solo pochi giorni a settembre, quando in classe li accompagnavano alcuni volontari. «Ma poi il servizio è stato sospeso e mai sostituito», dice la Calabresi. Entrare nel «salone» degli accampati di Al Karama fa un certo effetto: sono state realizzate delle «stanze» con tende e paraventi ottenuti con i pannelli delle ultime elezioni. Lo scenario è surreale, davanti agli occhi si apre un luogo arredato con la massima dignità possibile, ci sono alberi di Natale accanto agli stendini e alle cucine da campo e subito accanto giocattoli, cassette con la frutta, frigoriferi e cani che scorrazzano. Fuori, nell'immenso spazio che ruota attorno alla Rossi Sud, i bambini giocano e fanno un sacco di domande, sanno che tra poche ore ci sarà una grande festa con i botti e che forse l'anno prossimo tutto sarà diverso. Uno dei genitori dice che «troppi ci hanno preso in giro, ci avevano detto che a novembre avremmo potuto far rientro nel nostro campo, era una bugia». C'è chi ha sul telefonino l'articolo con le dichiarazioni del Presidente della Provincia rilasciate pochi giorni fa e riferite ai «bambini di al Karama» che giocano nel centro fieristico fallito. Che doveva essere aperto dalla Provincia dieci anni fa.