È stato un anno impegnativo, quello che si è appena concluso, per la Polizia Postale e delle Comunicazioni, chiamata a tenere il passo di una società sempre più votata alla vita virtuale, ma anche esposta ai rischi del web. In questo contesto la sezione di Latina della Polposta ha assicurato il proprio apporto con un impegno sempre crescente. In linea con l'andamento dei dati registrati in ambito nazionale, anche nella provincia di Latina si è registrato un aumento degli illeciti, ma sono cresciuti anche i risultati conseguiti dagli investigatori, tra denunce e perquisizioni finalizzate all'acquisizione di prove. Del resto dopo i lockdown si è registrato un incremento dell'utilizzo di internet e con esso sono lievitati i reati denunciati. Anche nel Pontino si è registrato l'allarmante coinvolgimento di minori sempre più piccoli nei reati di cyberbullismo e pedopornografia, come testimonia il caso di un bambino di 8 anni adescato online, perché i genitori regalano smartphone e tablet ormai con largo anticipo ai figli rispetto al passato. Al tempo stesso aumentano gli adulti che restano vittime di truffe, soprattutto anziani che si avvicinano al mondo del web in età avanzata e non dispongono dell'esperienza necessaria per difendersi dai rischi.

Le cifre che sintetizzano il lavoro svolto dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Lazio lo scorso anno, sono piuttosto indicativo dell'andamento a livello regionale. In tutto 280 i casi di pedo-pornografia, tra i quali 90 casi di adescamento e abusi su minori, 176 casi di sextortion, con incremento rispetto all'anno precedente di 56 casi, episodi che hanno prodotto 95 perquisizioni, 12 arresti e 105 denunce in stato di libertà di 105 con l'esame di 15.552 spazi virtuali. Sempre nel Lazio sono stati trattati ha trattato 1690 casi di accesso abusivo a sistema informatico, di cui 160 proposti nei confronti di infrastrutture pubbliche e oltre 1500 diretti a privati e aziende. In questo contesto la prevenzione ha consentito di produrre 156 segnalazioni inerenti a oltre mille eventi di sicurezza informatica relativi a vulnerabilità, violazioni di dati, diffusione di malware o altre attività malevoli contro sistemi informatici.
Per quanto riguarda il cyberstalking si sono registrati 30 casi, ai quali se ne aggiungono 400 di diffamazione, oltre 250 di minacce e molestie in rete e oltre 600 di profili fake e trattamento illecito di dati personali. Tra i reati di maggior allarme sociale spiccano 30 casi di revenge porn e 38 richieste di aiuto con propositi suicidari. In questo ambito le indagini hanno portato a 102 denunce per reati da "codice rosso" come estorsioni a sfondo sessuale, molestie, minacce, diffamazioni sui social network.

Sul fronte delle truffe online e del "financial cybercrime" nel Lazio sono stati trattati 2.595 casi e monitorati circa 2.561 spazi virtuali, principalmente siti di e-commerce e portali che offrono opere dell'ingegno o servizi di investimento. Le indagini connesse hanno prodotto due arresti e 382 denunce, mentre con 53 perquisizioni sono state recuperate ingenti somme di denaro sottratte alle parti offese. Tra gli stratagemmi utilizzati per le frodi l'utilizzo fraudolento delle carte di credito, la falsa vendita di biglietti per eventi vari, falsi annunci di locazione di case vacanza e false vendite di materiale vario fino ad arrivare ai portali dei servizi di investimento. Continuano a destare particolare allarme sociale le truffe romantiche, 33 nel Lazio, e 295 casi di cittadini che hanno perso buona parte dei propri risparmi credendo erroneamente di fare investimenti attraverso il trading online, con un incremento del 40% rispetto all'anno precedente.

Oltre alle attività investigative, la Polizia Postale si è impegnata anche sul fronte della prevenzione incontrando gli studenti di numerose scuole per i progetti di tutela dei minori, soprattutto dai fenomeni di cyberbullismo e da tutte le forme di prevaricazione online.