E' al giro di boa l'inchiesta sui presunti abusi sessuali avvenuti in una scuola del capoluogo pontino da parte di un bidello di 64 anni residente a Nettuno, arrestato lo scorso ottobre dai Carabinieri con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una studentessa.
Una volta che si è svolto l'incidente probatorio in Tribunale davanti al gip ed è stata raccolta e cristallizzata la prova da portare al dibattimento, il magistrato inquirente, il pubblico ministero Marco Giancristofaro, ha chiuso l'inchiesta nei confronti dell'insospettabile collaboratore scolastico, difeso nel procedimento dagli avvocati Daniele Giordano e Matteo Restante. Nel corso dell'esame della parte offesa, (che si è svolta con il supporto di una psicologa), l'adolescente aveva ricostruito le condotte dell'uomo e le avances ricevute in occasione anche dell'ora di educazione fisica quando l'indagato voleva baciarla sul viso e aveva tentato di palpeggiarla. Gli episodi contestati erano avvenuti nel novembre del 2019 a Latina e la vittima non si era confidata con nessuno fino a quando non aveva deciso di raccontare tutto ad una persona di sua fiducia nel momento in cui aveva iniziato un percorso psicologico. A quel punto era partita l'inchiesta una volta ricevuta la segnalazione. Nei confronti del bidello era scattato l'arresto in esecuzione di un provvedimento restrittivo, richiesto dal magistrato inquirente e notificato quando l'imputato era in servizio.

Secondo quanto accertato la parte offesa è ritenuta attendibile dagli inquirenti e le sue dichiarazioni sono coerenti. L'indagato prima avrebbe rivolto gli apprezzamenti alla ragazzina, poi le ha messo le mani sul collo e le ha toccato il sedere e il seno. «Vieni qui bella che ti saluto» avrebbe detto e si è avvicinato dandole un bacio sul volto.

La ragazza nella sua drammatica ricostruzione, aveva raccontato anche che a causa del trauma psicologico riportato, non era riuscita a legarsi affettivamente ad una figura maschile in quanto «piena di rabbia». Il bidello sulla scorta degli elementi raccolti dagli inquirenti era stato arrestato lo scorso 7 ottobre mentre era in servizio in una scuola del capoluogo diversa rispetto a quella dove sono avvenuti i fatti ed era finito agli arresti domiciliari.

Inoltre il Miur aveva intrapreso un'azione disciplinare. Il collaboratore attualmente è sottoposto al divieto di avvicinamento alla parte offesa dopo che il Tribunale Riesame aveva accolto la richiesta della difesa in merito alle esigenze cautelari riformando l'ordinanza e disponendo anche la misura interdittiva della sospensione dal servizio.