Siamo, come territorio, una tappa intermedia nella rotta migratoria che dai Paesi dell'Est li portava in Africa, ma da qualche tempo, con l'innalzamento delle temperature, gli storni sembrano essere sempre più stanziali. Ieri mattina ad Aprilia e sul litorale romano, in molti hanno strabuzzato gli occhi di fronte alle spettacolari evoluzioni nell'aria degli uccelli. «Il cielo oscurato», «Sembra un film di Hitchcock», «Ma che sta succedendo?», «Adesso sono passati nel mio giardino ho dovuto chiudere le finestre Facevano un rumore inquietante», «Ma è normale?», solo alcuni dei messaggi che ieri sono comparsi su Facebook.
«E' la conseguenza delle temperature anomale di questi giorni - ci spiega Francesco, ornitologo e apicoltore - se ci fate caso vedete che alcune piante, dalle mimose agli aranci, sono in fiore. Cosa che cominciava a vedersi a febbraio. Non solo. Le api hanno ripreso a covare, se trovano i fiori e i germogli riprendono la cova. E a cascata le temperature alte non spingono gli storni a migrare più a sud. Il problema è che se tra qualche giorno arrivano le gelate i danni saranno ancora più ingenti». Sempre più stanziali quindi gli storni, il che li rende, agli occhi delle norme, anche possibili di importanti e forti tutele. Dissuasori e azioni per difendere terreni e colture infatti, possono essere adottati nel caso di stormi di uccelli migratori, non di quelli stanziali.