Il Tribunale per le Imprese si è pronunciato e ha respinto il ricorso della curatela della Meccano che aveva chiesto 19 milioni di euro quale risarcimento dei danni cagionati al patrimonio sociale ed alla massa dei creditori. La Meccano - come sostenuto nel ricorso dalla curatela - era stata costituita il 31 gennaio del 2001 per quello che era stato definito Progetto Meccano. Prevedeva la riconversione del sito industriale nel Comune di Cisterna, abbandonato dalla Good Year Italia oltre alla riqualificazione e il reimpiego di personale. Secondo la sentenza del Tribunale di Roma, non è stato arrecato alcun danno. L'azione di responsabilità era stata intrapresa oltre che nei confronti dell'amministratore Alberto Veneruso anche all'indirizzo del collegio sindacale.

Al momento della costituzione il capitale della Meccano era stato sottoscritto per il 95% dalla Good Year Italia Spa e per il restante 5% dalla Eurosava. Alla fine la terza sezione civile del Tribunale di Roma - composta dal presidente Giuseppe Di Salvo e dai giudici Stefano Cardinali e Clelia Buonocore - ha emesso la sentenza. Nel processo civile da una parte c'era Alberto Veneruso, assistito dall'avvocato Giuseppe Fevola, e poi anche il commercialista Giorgio Di Mare, insieme al collegio sindacale e dall'altra parte c'era la curatela. Non è il primo braccio di ferro sulla Meccano. Anche un anno fa sempre il Tribunale di Roma aveva respinto il ricorso presentato contro la Meccano per una azione di risarcimento. In quel caso il Tribunale per le Imprese si era pronunciato in merito ai fallimenti della Agw e della Meccano Aeronautica per un importo totale pari a 68 milioni. Per l'Agw la richiesta era stata di 53 milioni di euro mentre per la Meccano invece era di 15 milioni di euro.

Sul fronte penale invece a marzo è fissata l'udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Latina per la bancarotta della Meccano. Sono dieci le persone sedute sul banco degli imputati, tra cui anche Veneruso. Il pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare dell'inchiesta, ha ipotizzato una serie di bancarotte in serie fino a ottobre del 2012, prima della dichiarazione di fallimento della Meccano. L'inchiesta della Guardia di Finanza aveva coinvolto oltre a Veneruso, i componenti del collegio sindacale, i manager e i liquidatori in merito alla cessione del sito di Cisterna dell'ex Goodyear.

La Meccano - in base all'ipotesi accusatoria - sarebbe stata svuotata di ogni bene prima del fallimento. Nel 2007 - avevano messo in luce gli inquirenti - era avvenuta la cessione alla Alven Investimenti del gruppo Veneruso per 42 mila 500 euro a fronte invece di un valore reale di oltre 3 milioni di euro. Insieme alla struttura fu acquisita anche la produzione alla M.A. Interiors per 56 mila 800 euro, nonostante un patrimonio stimato di 874mila euro. L'azienda era stata dichiarata fallita il 18 ottobre del 2012. Nei giorni scorsi è stata emessa la sentenza di natura civile per l'azione risarcitoria.