Le due famiglie Di Silvio che hanno realizzato due case abusive nella periferia di Latina non ne vogliono sapere di demolire gli immobili, anzi non lo hanno fatto nel rispetto delle ordinanze del 30 giugno scorso con cui il Comune intimava loro di ripristinare i luoghi entro il termine dei novanta giorni a partire dalla notifica dell'atto. Ma continuano a vivere tranquillamente nelle villette realizzare negli anni scorsi in assenza di qualsiasi licenza edilizia, perché la burocrazia è dalla loro parte: in caso di mancato rispetto dell'ordinanza di abbattimento, gli immobili e la superficie sulle quali sorgono passeranno direttamente al patrimonio dell'ente locale, che provvederà a demolire i manufatti irregolari a spese dei responsabili, ma per questo tipo di pratiche le attese sono molto lunghe vista la carenza di personale degli uffici preposti. Per l'acquisizione dei lotti di terra a volte le pratiche restano in giacenza per anni e in assenza di risorse comunali per il ripristino dei luoghi tutto resta com'è. Basti considerare che il Comune sta finanziando in questo periodo l'abbattimento di opere abusive presenti sul litorale in zone sottoposte a vincolo ambientale, la priorità dettata per la redazione dell'elenco, acquisite nell'ultimo decennio.