Il fatto
11.01.2023 - 13:00
Quattordici pagine di motivazioni per spiegare le ragioni della condanna inflitta a due veterinari della Asl di Latina accusati entrambi di truffa, e uno di loro anche di peculato e falso. Un dibattimento durato oltre cinque anni, complice la pausa imposta dall'emergenza Covid, e che si è trascinato per dodici udienze, la prima del 18 luglio 2017 e l'ultima, con la pronuncia della sentenza, l'11 ottobre 2022.
«I testi hanno riferito che l'autovettura di cui al capo di imputazione C risultava assegnata alla delegazione Asl di Mesa di Pontinia – si legge nelle motivazioni della sentenza – ove prestava servizio l'imputato (Giuliani, ndr). La suddetta autovettura era destinata allo svoglimento di attività di servizio del personale del Servizio Veterinario e presso l'ufficio era stato istituito un registro per l'annotazione dell'utilizzo del veicolo; l'autovettura era risultata nell'uso sostanzialmente esclusivo dell'imputato Giuliani». Un uso personale, come è emerso dal dibattimento, consistente nell'utilizzo per recarsi da casa al lavoro e viceversa, «trattenendo la vettura nei pressi della propria abitazione anche durante le ore notturne, e ancora trattenendo e utilizzando la stessa anche nei giorni in cui l'imputato non risultava formalmente in servizio, così precludendone l'uso anche da parte degli ulteriori soggetti a ciò astrattamente legittimati».
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