Ha rilasciato spontanee dichiarazioni e ha chiesto perdono per quello che ha fatto.
Antonino Zappalà, 45 anni, originario della Sicilia ma residente da diverso tempo a Latina è accusato di aver ucciso a pugni la suocera. Ieri nel corso della prima udienza in Corte d'Assise a Latina, ha voluto parlare in aula. Ha detto di aver colpito con qualche schiaffo Nadia Bergamini senza la volontà di uccidere e di aver rimesso la donna sulla sedia a rotelle. Davanti al pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare dell'inchiesta, hanno deposto le due figlie della vittima tra cui l'ex compagna di Zappalà. Non sono mancati i momenti di grande commozione nell'aula della Corte d'Assise per una tragedia che ha segnato molte persone. E' stato drammatico il racconto della figlia della vittima. «Mia madre quando sono tornata a casa rantolava, usciva sangue dalla bocca - ha detto - io ho urlato ed è arrivato lui che mi ha detto "non sta benissimo", mia madre era sulla sedia a rotelle nel soggiorno e quando sono arrivata a casa non era cosciente». Nel corso della ricostruzione, la donna ha riferito di quando parlava con la madre e i riferimenti erano al compagno, proprio ad Antonino . «Mi diceva che era lui che mi plagiava». E infine ha spiegato che una volta durante il rientro da una vacanza per una frase all'apparenza banale si era innervosito buttando all'aria un tavolo. La donna molto provata da questa vicenda, ha descritto che il clima in casa era pesante e che la madre aveva bisogno di una assistenza costante. E' stata drammatica anche la ricostruzione dell'altra figlia della vittima. «Ricordo dei comportamenti aggressivi, una volta con un coltello aveva ferito mio fratello durante una discussione, questo episodio era avvenuto 12 anni fa». E poi. «Ha fatto tante cose gravi, avrei una lista molto lunga». Nel corso della precedente udienza, il legale dell'imputato aveva chiesto una perizia psichiatrica per il proprio assistito e la richiesta era stata respinta dal giudice Pierpaolo Bortone che aveva disposto il giudizio davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Gian Luca Soana.

Nadia Bergamini, 70 anni di Latina, era stata aggredita e colpita a pugni il pomeriggio del 14 gennaio del 2022 in via Casorati nell'appartamento a poca distanza dal centro Morbella dove l'uomo viveva insieme alla compagna e alla suocera. Al termine di una discussione con la vittima, il 45enne l'avrebbe aggredita e picchiata fino a farla cadere a terra. La 70enne aveva riportato ferite alla testa ed era deceduta a seguito di un quadro clinico che con il passare delle ore si era complicato. L'allarme era stato dato dalla figlia che quando era rientrata nell'abitazione aveva notato la madre con il volto tumefatto. Il motivo della discussione - come riferito da un testimone - a quanto pare sarebbe riconducibile alle richieste di aiuto della donna, affetta da una patologia invalidante, le richieste avrebbero innervosito il 45enne. L'anziana dopo l'aggressione era stata portata al Santa Maria Goretti ed era morta a seguito delle ferite riportate. Nadia Bergamini era conosciuta in città, la famiglia ha gestito un bar sul Lungomare. Le due figlie si sono costituite parte civile e sono rappresentate dagli avvocati Leonardo Palombi e Antonio Orlacchio, l'imputato è difeso dall'avvocato Alberto Messina. L'udienza riprende il 28 marzo.