Lunga deposizione delle parti offese nel processo Reset nei confronti del clan Travali dove viene contestata a vario titolo agli imputati l'associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso. In aula davanti al pubblico ministero Luigia Spinelli e al Collegio penale presieduto dal giudice Laura Morselli, hanno deposto sette parti offese. Sono le vittime delle estorsioni avvenute fino al 2015, ricostruite anche dai collaboratori di giustizia e dalle indagini della Squadra Mobile.

Gli imputati erano collegati in videoconferenza e i testimoni hanno raccontato una serie di estorsioni riconducibili al gruppo Travali, rivelate dai collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese. Dalle deposizioni delle parti offese è emersa la grande paura di denunciare e lo stato di profonda soggezione. Tra i testimoni citati dall'accusa anche una giovane vittima di una estorsione perchè aveva chiesto un autografo su una maglietta ad alcuni giocatori del Latina Calcio ai tempi in cui la squadra era in serie B. Per questo capo di imputazione erano stati accusati Francesco Viola, cognato dei Travali (condannato con il rito abbreviato nel corso dello stesso procedimento), l'ex appartenente del clan Agostino Riccardo e infine Angelo Travali. Il testimone durante il racconto ha detto che i fratelli Travali non erano presenti in occasione dell'estorsione. La vittima in quella circostanza fu costretta a pagare 12mila euro: gli affiliati del clan dissero: «Comandiamo noi». E' stata ascoltata in un secondo momento anche una commerciante del capoluogo e poi il titolare di un vivaio, anche lui vittima di estorsione, minacciato con una pistola. L'imprenditore ha sottolineato nel corso della deposizione che grazie ad Agostino Riccardo è stato rivelato questo episodio e ha ripetuto di aver avuto paura. Il processo è stato rinviato al 10 febbraio per ascoltare altri testimoni e poi al 10 marzo.

L'Amministrazione comunale di Latina è parte civile nel processo e ha sostenuto che «i reati contestati in varia misura incidono in maniera pregiudizievole tanto sulle posizioni giuridiche dell'Ente quale titolare della funzione, quanto sulla collettività». Sono oltre venti le parti offese tra cui commercianti e imprenditori. Secondo gli inquirenti il sodalizio ha costituito anche un'organizzazione specializzata nel narcotraffico per lo spaccio di cocaina e hascisc, da Latina ad Aprilia fino ai Lepini. Al vertice ci sarebbe stato Angelo Travali insieme al fratello Salvatore e poi anche Costantino «Cha Cha» Di Silvio, mentre i fornitori di droga sarebbero stati Gianluca Ciprian, Valeriu Cornici e Luigi Ciarelli. La Squadra Mobile oltre a contestare gli episodi di estorsione aveva accertato anche le piazze di spaccio di stupefacenti nel territorio pontino.