Una badante ucraina aveva facilmente conquistato l'affetto di un anziano assistito diventandone la compagna, ma durante la loro convivenza si era rivelata una donna violenta, specie quando esagerava con l'alcol. Una situazione sempre più insostenibile, acuita durante i lockdown scanditi dalla pandemia, che la vittima ha trovato il coraggio di denunciare: la richiesta d'aiuto del pensionato ha fatto scattare inizialmente il divieto di avvicinamento alla vittima emesso dal Tribunale, provvedimento al quale è seguito subito dopo l'arresto in flagranza dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina perché la donna, poche ore dopo la notifica del dispositivo, era già tornata a casa dell'uomo con la pretesa di rientrare. Dopo l'interrogatorio di convalida la straniera di sessant'anni è stata rimessa in libertà, con la reiterazione del divieto di avvicinamento: una volta finita in manette si è dimostrata ravveduta.

La storia tra i due andava avanti da qualche tempo, quasi cinque anni, perché il pensionato non tollerava gli atteggiamenti aggressivi della compagna, ma aveva sopportato a lungo. Fin quando non ha deciso di sporgere denuncia, superando la sensazione di vergogna che forse lo aveva frenato inizialmente. Era emerso che i due, diciotto anni di differenza, si erano conosciuti appunto quando lei aveva lavorato come badante per l'anziano: nel giro di qualche tempo, dalla loro frequentazione era nata una relazione sentimentale. Ma solo quando era iniziata la convivenza, la donna aveva mostrato il volto violento, alimentato dai problemi con l'alcolismo. Una situazione peggiorata durante le restrizioni anti covid, che avevano costretto la coppia a stare insieme più del solito.

L'anziano ha denunciato di essere stato maltrattato spesso dalla convivente, in una spirale di violenza che non gli lasciava più scampo. Lei lo picchiava quasi quotidianamente, soprattutto quando si ubriacava, una situazione documentata anche da una serie di visite sostenute dalla vittima in pronto soccorso: più di una volta i medici hanno documentato ematomi e contusioni, di cui l'uomo non aveva mai rivelato l'origine prima della decisione di sporgere denuncia. Fatto sta che i riscontri investigativi avevano portato il giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa, su richiesta del pubblico ministero Martina Taglione, a disporre il divieto di avvicinamento della donna al pensionato, una misura cautelare notificata qualche giorno fa dalla Questura.

Eppure la sessantenne non si era rassegnata e poche ore dopo si era ripresentata a casa dell'uomo: aveva scavalcato il recinto e aveva atteso che tornasse, nascosta in giardino. Alla sua vista il pensionato aveva provato a convincerla ad andarsene, ma lei non voleva accettare di trasferirsi altrove dopo avere vissuto in quell'abitazione per anni: nel frattempo l'anziano aveva chiesto aiuto al 112 e all'arrivo di una pattuglia della Sezione Radiomobile la donna è stata arrestata per il mancato rispetto dell'ordine del giudice. È stata poi trattenuta presso le camere di sicurezza della Compagnia di Latina in attesa dell'udienza di convalida.