Tre macchine fotografiche di consistente valore, tre ottiche, due flash, cinque hard disk, numerose memory, soldi, portafogli, documenti, orologi e tanto altro ancora. Questo l'ingente bottino di un furto perpetrato nell'abitazione di Gianluca Di Fazio, rinomato fotoreporter di Gaeta, attualmente residente a Itri in un'abitazione fuori del centro urbano, per la precisione nei pressi dello scalo ferroviario a ridosso del km 134 della statale Appia. Il professionista, presente negli appuntamenti di grande spessore delle discipline sportive e delle manifestazioni legate al mondo della vela e del beach soccer, oltre che atleta del Basket Serapo Gaeta, del BK Fondi e del Basket Itri, era nella sua abitazione alle tre della notte di martedì quando ha avvertito dei rumori provenienti dalla camera dove teneva depositati i costosi strumenti di lavoro. Recatosi subito nella stanza si è reso conto che più di qualche malvivente stava portando via quanto più materiale riusciva ad arraffare, e i suoi tentativi di impedire l'ingente furto sono stati bloccati dall'aggressione dei ladri, per fortuna senza serie conseguenze, che si sono poi allontanati con qualche automezzo parcheggiato nelle vicinanze.

Benché psicologicamente provato dall'irruzione notturna, il giovane professionista della macchina fotografica ha immediatamente allertato la Centrale operativa dei carabinieri della Compagnia di Formia. I militari del Maggiore Michele Pascale, dell'aliquota Norm e della stazione di Itri, che già erano nel circuito di controllo del vasto territorio (11.400 ettari) di Itri sono prontamente intervenuti.

Ingenti i danni, oltre gli oggetti rubati, per l'attività professionale del fotografo stellato. Andati letteralmente in fumo servizi per quattro eventi meticolosamente e magistralmente che già erano approntati e che Gianluca non potrà consegnare. Bloccata la carta di credito, cambiate le serrature all'abitazione, le chiavi dell'auto (gli hanno rubato anche quelle) e altri accessi. Significativo il commosso ringraziamento di Gianluca ai carabinieri «per la loro grande umanità e attenta vicinanza al mio caso sia da parte del Norm che della stazione di Itri».